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Rifugiati venezuelani, Unhcr e Oim: sostegno ai paesi che accolgono

Si stima che in 2,3 milioni siano fuggiti, 1,6 milioni dal 2015. Il 90% si trova in altri Stati del Sudamerica. Ora però per entrare in Ecuador e Perù servirà loro il passaporto. “Essenziale garantire asilo e sicurezza"

24 agosto 2018

BOLOGNA – Un maggiore sostegno ai Paesi e alle comunità sudamericane che stanno accogliendo un numero crescente di rifugiati e migranti dal Venezuela in crisi. È l'appello di Filippo Grandi, alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, e di William Lacy Swing, direttore generale dell'Agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni (Oim), alla comunità internazionale.

- Si stima che siano circa 2,3 milioni i venezuelani che vivono all'estero (la popolazione totale è di circa 30 milioni), di cui 1,6 milioni sono scappati dopo il 2015 (il 90% verso altri Stati del Sudamerica). “Riconosciamo le sfide crescenti associate all'arrivo di un grande numero di cittadini venezuelani – dice Grandi – Ma rimane fondamentale continuare a garantire asilo e sicurezza a chi ha bisogno di protezione internazionale”. In particolare, Grandi e Swing sono preoccupati dai recenti sviluppi che interessano i rifugiati venezuelani ovvero la richiesta da parte di Ecuador e Perù del passaporto per attraversare il confine e i cambiamenti ai permessi temporanei di soggiorno per i venezuelani in Perù.

“Elogiamo gli sforzi fatti dai Paesi che ricevono i rifugiati per dare ai venezuelani sicurezza, sostegno e assistenza – ha detto Swing – Confidiamo che queste dimostrazioni di solidarietà continuino anche in futuro”. La preoccupazione riguarda, in particolare, le persone più vulnerabili ovvero gli adolescenti, le donne, chi sta cercando di riunire la propria famiglia e i minori non accompagnati che, difficilmente, sono in grado di fornire i documenti richiesti e sono esposti al rischio di sfruttamento, traffico e violenze. (lp)

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