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Diciotti. Sbarco per 11 donne e 5 uomini. "Motivi sanitari"

L'ufficio di Sanità marittima ha ordinato lo sbarco di 16 migranti dopo un'ispezione sanitaria effettuata in mattinata. Cresce la preoccupazione per i migranti ancora a bordo della nave della Guardia costiera. Negato l’accesso a bordo ai Medici per i diritti umani. Salvini: “Ogni denuncia è per me una medaglia al valore”

25 agosto 2018

box ROMA -  Si apre uno spiraglio per i 150 migranti a bordo della nave della Guardia Costiera ferma da giorni nel porto di Catania. Dopo un'ispezione sanitaria effettuata questa mattina a bordo dell'imbarcazione, dall'ufficio di Sanità marittima arriva l'ordine di sbarco per 16 migranti per motivi sanitari. Si tratta di 11 donne e cinque uomini che vanno ad aggiungersi ai 27 minorenni non accompagnati sbarcati nei giorni scorsi. 

Continua, tuttavia, il braccio di ferro sul futuro dei migranti ancora bloccati sulla Diciotti. Dopo il nulla di fatto del vertice della Commissione europea convocato d’urgenza ieri a Bruxelles, il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, in un comunicato stampa, ha spiegato gli esiti dell’incontro. “L'Italia è costretta a prendere atto che l'Europa oggi ha perso una buona occasione - si legge nella nota -: in materia di immigrazione non è riuscita a battere un colpo in direzione dei princìpi di solidarietà e di responsabilità che pure vengono costantemente declamati quali valori fondamentali dell’ordinamento europeo”. 

Secondo Conte, nel corso della riunione “non è stato dato alcun seguito alle conclusioni deliberate nel corso dell’ultimo Consiglio europeo di fine giugno - aggiunge Conte -. Anzi. Da parte di alcuni Stati è stato proposto un passo indietro, suggerendo una sorta di regolamento di Dublino “mascherato”, che avrebbe individuato l’Italia come Paese di approdo sicuro, con disponibilità degli altri Stati a partecipare alla redistribuzione dei soli aventi diritto all’asilo, che notoriamente sono una percentuale minima dei migranti che arrivano per mare”. Tutto questo mentre l’Italia, spiega Conte, “sta gestendo da giorni, con la nave Diciotti, una emergenza dai risvolti molto complessi e delicati. Ancora una volta misuriamo la discrasia, che trascolora in ipocrisia, tra parole e fatti”. Dal presidente del Consiglio un avvertimento ai paesi membri: “Se questi sono i “fatti” vorrà dire che l’Italia ne trarrà le conseguenze - spiega Conte - e, d’ora in poi, si farà carico di eliminare questa discrasia perseguendo un quadro coerente e determinato d’azione per tutte le questioni che sarà chiamata ad affrontare in Europa”.

Intanto a Catania cresce la preoccupazione delle associazioni che si occupano di diritti umani. “Medici per i Diritti Umani, già da due giorni ha fatto richiesta di salire a bordo della nave Diciotti per fornire assistenza medico-psicologica con il proprio team sanitario specializzato nell'assistenza alle vittime di tortura e di violenza intenzionale - spiega l’organizzazione in una nota -. La Capitaneria di Porto di Catania, autorità competente a concedere l’autorizzazione, ha prontamente risposto, ringraziandoci e assicurando che tutte le necessità sanitarie dei migranti a bordo erano soddisfatte da personale medico anche specialistico. Purtroppo però non risulta che a bordo della Diciotti siano presenti psicologi né tanto meno medici specializzati nell'assistenza di persone che hanno subito molteplici e gravi traumi psicologici”. Per Medici per i diritti umani risulta “incomprensibile che venga negato questo tipo di assistenza specialistica ai migranti a bordo della Diciotti, molti dei quali sopravvissuti a gravissimi abusi nel loro paese, lungo la rotta migratoria ed in particolare nei centri di detenzione libici”. 

Un appello contro l’indifferenza arriva invece dal presidente della Fict, la Federazione italiana delle comunità terapeutiche, Luciano Squillaci.  “Siamo indignati di fronte alla mancanza di cura e attenzione verso la vita umana - denuncia Squillaci -; siamo indignati di fronte allo show propagandistico e politico che gioca a braccio di ferro sul caso della nave Diciotti. È contro la nostra Costituzione, oltre che i nostri valori umani e cristiani, tenere chiusi uomini e donne su una nave, senza che abbiano commesso alcun reato, se non quello di fuggire a fame, guerre e violenze e cercare la speranza di una vita migliore”. Secondo Squillaci, “la Commissione europea non sa come collocare 150 persone - spiega il presidente della Fict -, pare assurdo e mi fa orrore l’idea che stia accadendo. Le logiche di potere stanno prendendo il sopravvento sul rispetto della dignità delle persone. La linea dura mette in discussione il senso di Comunità e di civiltà di un paese. Non possiamo essere indifferenti di fronte al disagio e alla sofferenza  delle persone, questo ci renderebbe inumani. La vera minaccia per noi non sono i migranti, ma l’indifferenza e l’odio”. Per Squillaci, si sta “criminalizzando e violando le norme di diritto nazionale, comunitario e internazionale - aggiunge -. Chiediamo l’immediata liberazione delle 150 persone rinchiuse sulla Diciotti e che anche per loro venga messa in moto la macchina dell’accoglienza, unica possibile risposta per un Paese che voglia ancora definirsi civile”. 

A chiedere lo sbarco dei migranti per “ripristinare la legalità e i diritti umani” è anche Cittadinanzattiva. "La situazione della nave Diciotti è inaccettabile e vergognosa - commenta Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti di Cittadinanzattiva -. La Diciotti è una nave della Guardia Costiera italiana, pertanto le persone a bordo si trovano già sul territorio nazionale ed è del tutto illegittimo continuare ad impedirne lo sbarco, privandole della libertà personale e della possibilità di accedere alle procedure per la richiesta di protezione internazionale cui hanno diritto. La mancata autorizzazione allo sbarco è ancora più inaccettabile se si pensa che la nave non è attrezzata per ospitare i migranti soccorsi, che infatti si trovano stipati sul ponte in condizioni precarie sul piano igienico e sanitario”. Per Cittadinanzattiva è inoltre “inaccettabile l'atteggiamento del ministro dell'Interno, che non rispetta la magistratura alla notizia dell'apertura di un'indagine della Procura di Agrigento per sequestro di persona - aggiunge Liberto -. Inaccettabile, infine e cinico questo infinito braccio di ferro che il Governo italiano continua a giocare con l'Europa sulla pelle dei profughi. Occorre immediatamente autorizzare lo sbarco dei migranti sulla Diciotti ripristinare la legalità costituzionale e internazionale e riportare al centro il rispetto dei diritti delle persone”. 

In mattinata anche l’Unhcr, l'Agenzia delle nazioni unite per i rifugiati, ha chiesto agli Stati membri dell'Unione europea di offrire urgentemente posti di ricollocamento i migrandi a bordo della nave della Guardia costiera, invitando le autorità italiane a consentire lo sbarco immediato di tutti i migranti. "Nel corso della storia, l'Europa ha riconosciuto il fondamentale obbligo morale e legale di venire in aiuto alle persone in fuga dalla guerra, dalla violenza e dalle persecuzioni - ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni unite per i rifugiati -. È giunto il momento di porre fine al botta e risposta che ha visto i paesi competere in una corsa al ribasso su chi può assumersi la responsabilità minore per le persone soccorse in mare. È pericoloso e immorale mettere a rischio la vita dei rifugiati e dei richiedenti asilo, mentre gli Stati sono impegnati in un braccio di ferro politico per soluzioni a lungo termine”.

Alle critiche risponde il vicepresidente del Consiglio e ministro dell'Interno, Matteo Salvini. "Sono tranquillissimo e sto lavorando, con buone prospettive, a una soluzione positiva - spiega il leader della Lega -. Ogni denuncia è per me una medaglia al valore”. Rivolgendosi agli uomini della Guardia costiera a bordo della Diciotti, anche loro fermi sulla nave da giorni, l’inquilino del Viminale afferma: “Il mio obiettivo da ministro è che possano tornare a fare il lavoro per cui si sono arruolate e arruolati, ovvero difendere i confini e la sicurezza dei cittadini italiani". Intanto, continua l’offensiva del Pd sul caso. Su Twitter i senatori del Partito democratico lanciano l'hashtag #FateliScendere. "#fateliscendere. Abbiate un sussulto di umanità, di rispetto della nostra Costituzione, delle leggi! Ponete fine al discredito dell'Italia che avete provocato!", scrive la senatrice Valeria Fedeli.  "Un nuovo giorno, una nuova ferita il comportamento del #governogialloverde sulla #Diciotti. L'Italia è isolata in Europa: un fallimento politico ma, soprattutto, un fallimento umano. Ora basta #fateliscendere", aggiunge il senatore del Pd Ernesto Magorno. Sempre su Twitter, il segretario del Pd, Maurizio Martina scrive: “Un governo all'altezza delle sue responsabilità non minaccia, gestisce. Non viola le leggi, le fa rispettare. Così si distrugge la sovranità italiana".(ga)

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