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Diciotti. I migranti saranno accolti da Cei, Albania e Irlanda

Dopo quasi una settimana di attesa, i migranti verranno accolti. Il caso, tuttavia, non è destinato a concludersi con lo sbarco. Il fascicolo aperto dalla Procura di Agrigento non è più a carico di ignoti. Indagati Salvini e il capo di gabinetto. L’ipotesi di reato è sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio

26 agosto 2018

ROMA - Completato nella notte lo sbarco dei migranti bloccati da quasi una settimana nel porto di Catania, sulla nave della Guardia costiera italiana Diciotti. Dopo il braccio di ferro con l’Europa conclusosi con un nulla di fatto e le forti critiche dell’opposizione e del mondo dell’associazionismo, si conclude così una vicenda su cui si è concentrato il dibattito politico degli ultimi giorni. Dopo lo sbarco di 11 donne e sei uomini nel pomeriggio per motivi sanitari, i migranti sono stati trasferiti all’hotspot di Messina per poi essere trasferiti."Ringraziamo l’Albania, l’Irlanda e la Cei per avere aderito all’invito a partecipare alla redistribuzione . Ne accoglieranno rispettivamente 20, 20 e 100 - così il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, nella giornata di ieri -. Vogliamo rassicurare coloro che hanno espresso preoccupazione per le loro condizioni: abbiamo prestato loro continua assistenza sanitaria e fornito tutto il vitto necessario”. 

Il caso Diciotti, tuttavia, non è destinato a concludersi con lo sbarco. Il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Agrigento sul caso Diciotti, infatti, non è più a carico di ignoti. Indagati il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il capo di gabinetto del ministro, il prefetto Matteo Piantedosi. Le ipotesi di reato contestate sono quelle di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. “Mi spiace ci sia qualche giudice che ha tempo e denaro pubblico da perdere per andare a interrogare dei funzionari pubblici - ha commentato così il ministro Salvini da Pinzolo (Trento), dalla festa della Lega -. Ribadisco che se devono indagare, interrogare qualcuno, vengano direttamente dal ministro che è colui che ha dato indicazioni e disposizioni. Quindi mi sembra meschino andare a prendersela con dei funzionari quando c'è un ministro e un vicepresidente del Consiglio che si fa carico pienamente della responsabilità di dire no quando bisogna di dire no”. Anche l’altro vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, è intervenuto sul caso. “Il ministro dell'Interno è indagato, è un atto dovuto in quanto si indaga una persona titolare delle decisioni di quella materia - detto Di Maio in un video su Facebook -. L'abbiamo visto anche a carico dei nostri sindaci in passato. Secondo il nostro codice etico dei ministri e del M5s in questo momento Salvini deve continuare a fare il ministro”.

Alle dichiarazioni dell’inquilino del Viminale, inoltre, ha risposto l’Associazione nazionale magistrati. "In questi giorni la Procura della Repubblica di Agrigento sta svolgendo gli accertamenti necessari a verificare se nella delicata vicenda della nave Diciotti siano stati commessi dei reati - spiega con una nota la giunta esecutiva centrale dell’Anm -. Purtroppo registriamo che, parlando della vicenda, il ministro dell'Interno ha rilasciato dichiarazioni tendenti ad orientare lo sviluppo degli accertamenti con riguardo ai soggetti potenzialmente responsabili. Si tratta di una interferenza nelle prerogative dell'Autorità Giudiziaria, l'unica Istituzione cui la Costituzione e leggi dello Stato attribuiscono il compito di verificare la sussistenza di reati e di accertare e stabilire chi ne sia il responsabile”. Secondo l’Anm, “nessun altro soggetto può sostituirsi ai magistrati, né suggerire o dettare le strade giudiziarie da percorrere, neanche un membro del Governo, che ha il dovere istituzionale di rispettare le prerogative costituzionali della magistratura, che, è bene riaffermarlo ancora una volta, non spreca il denaro pubblico, come è stato dichiarato, ma esercita la giurisdizione applicando la legge in linea con i principi fissati dalla Costituzione”.

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