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Europei di atletica paralimpica, Italia a casa con 17 medaglie. "È record"

Sei ori, tre argenti, otto bronzi e due record mondiali. Si chiude così la trasferta azzurra in Germania: con quattro medaglie in più rispetto a Grosseto 2016. Porru, presidente Fispes: "A Berlino abbiamo fatto la storia dell’atletica paralimpica italiana"

27 agosto 2018

Europei atletica paralimpica Berlino 2018

ROMA - È di sei ori, tre argenti e otto bronzi il bottino degli azzurri agli Europei di atletica paralimpica di Berlino terminati nella giornata di ieri, domenica 26 agosto. A chiudere in bellezza ci hanno pensato la sprinter bergamasca Martina Caironi e Assunta Legnante, lanciatrice non vedente, a cui sono andati gli ultimi due ori azzurri della rassegna. Nella stessa finale vinta da Caironi, è argento invece per Monica Contrafatto. Medaglia di bronzo, infine, per Simone Manigrasso, nei 100 metri T64 (qui l’elenco delle classificazioni funzionali), e alla staffetta universale 4x100 che ha visto salire sul podio Oxana Corso, Riccardo Bagaini, Diego Gastaldi e Carlotta Bertoli. 

Si conclude così, con ben 17 medaglie (che vale il decimo posto generale nel medagliere), due record del mondo e15 atleti su 20 sul podio, la trasferta tedesca per gli azzurri dell’atletica paralimpica. Sul primo gradino del podio di Berlino, per ben due volte ci sono finiti Martina Caironi, oro nel salto in lungo e nei 100 metri T63, e Oney Tapia, che nel lancio del disco F11 e del peso F11 non ha avuto rivali, stabilendo un altro record del mondo nel disco. Oro anche per Assunta Legnante nell’ultima giornata di gare e per Giuseppe Campoccio, anche lui nel lancio del peso F33. I tre argenti vanno, invece, a Raffaele Di Maggio nei 400 metri T20, Monica Contrafatto nei 100 metri T63, e alla staffetta 4x100 amputati (Emanuele Di Marino, Simone Manigrasso, Riccardo Bagaini, Andrea Lanfri). Gli otto bronzi, infine, vanno a Riccardo Bagaini nei 200 metri T47, Diego Gastaldi negli 800 T53, Andrea Lanfri nei 200 T62, Simone Manigrasso nei 200 e nei 100 T44/64, Farhan Hadafo Adawe nei 100 T52, Marco Pentagoni nel lungo T63 e alla staffetta universale 4x100 (Carlotta Bertoli, Riccardo Bagaini, Oxana Corso, Diego Gastaldi) conquistata proprio domenica. 

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Ben 4 medaglie in più rispetto a quanto fatto in casa a Grosseto 2016. “È record per numero e colore dei metalli - ha commentato Sandrino Porru, presidente della Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali (Fispes) -. A Berlino abbiamo fatto la storia dell’atletica paralimpica italiana. È stata una rassegna europea superlativa sotto tutti i punti di vista, tecnico e di gruppo, e con la presenza di atleti di tutte le disabilità, eccezion fatta per la bassa statura”. Il presidente ha ringraziato tutti gli atleti che hanno gareggiato in questi giorni. “Hanno saputo dar battaglia in campo - ha spiegato Porru -, vestendo con dignità la maglia azzurra e dando messaggi di speranza a tanti ragazzi con disabilità, che potranno in futuro ricalcare le loro orme”. Ringraziamenti rivolti anche a tutto il resto del team volato a Berlino. “Il mio più sincero ringraziamento va a tutti i settori (tecnico, sanitario, media, politico e amministrativo) che hanno fatto un fantastico lavoro di gruppo accompagnato da un enorme passione - ha aggiunto Porru -. Oggi vedo una Federazione viva che ha nelle società affiliate il fulcro di tutto ed è un loro grande merito se il livello tecnico dell’Atletica sta crescendo. Un ultimo ringraziamento è per il Comitato Italiano Paralimpico, l’Inail e la Rai che, con il loro insostituibile supporto, hanno reso fattibile questa fantastica avventura che rimarrà nei nostri cuori ed in quelli di chi ci ha seguito da casa”.

Bilancio più che positivo anche per il direttore tecnico Vincenzo Duminuco. “Siamo una squadra in crescita - ha spiegato Duminuco - che, con la costanza e la serietà del lavoro svolto durante l’anno, ha appena raccolto il giusto riconoscimento a livello continentale, con lo sguardo rivolto già ai Mondiali del 2019. 17 medaglie, due record del mondo, 15 atleti su 20 sul podio, un decimo posto nel medagliere sono dati che non hanno bisogno di commento. Oltre alle attese conferme dei veterani e alla consacrazione di quegli atleti messisi in luce nel recente passato, la nota lieta viene dai giovanissimi di Fispes Academy, accademia nata con lo scopo di accompagnare i migliori giovani talenti (tra i 14 e i 20 anni) nel loro percorso di maturazione sportiva e umana. Anche loro hanno contribuito ad arricchire il medagliere”.

A complimentarsi con gli atleti azzurri e tutto il team è anche Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico. " Voglio esprimere le mie congratulazioni a coloro che hanno raggiunto il risultato sperato ma anche a tutti gli altri atleti della spedizione - ha commentato Pancalli -. Emerge sempre più la forza di un gruppo che sta lavorando al meglio per onorare la maglia azzurra. Il merito di questi risultati va anche a tutto lo staff della Fispes, a partire dal presidente Sandrino Porru, per il serio di lavoro di programmazione portato avanti in questi anni. Dopo questa ennesima prova positiva è possibile guardare a Tokyo con fiducia". 

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