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Terremoto: murales sulle scuole ferite per riaccendere l’attenzione

Riparte con i colori e i sogni di Alessandra Carloni il progetto "Muri a perdere", promosso come strumento di denuncia e simbolo di speranza per la rinascita del territorio sconvolto dal sisma del 2016

28 agosto 2018

Terremoto, murales a Venarotta

VENAROTTA (AP) - Una ragazza seduta a terra tiene in mano ‘le redini’ di un carretto pieno di giocattoli, sogni e ricordi. I colori sono tenui e richiamano certe carte da parati - nelle camerette dei bambini. Il contrasto con l’ambiente circostante è netto e segna il confine tra la speranza e la realtà.
E’ firmata Alessandra Carloni la nuova opera d’arte urbana di “Muri a perdere”, il progetto nato nel 2017 dalla sinergia tra due street artists ascolani, Andrea Tarli AT e Urka, e l’associazione culturale Defloyd che da tre anni porta avanti il progetto Arte Pubblica con il quale promuove l’arte urbana. Molto significativa la scelta del luogo perché la parete che ospita il murale è la facciata esterna della mensa scolastica di via Valentini, unica ala del plesso rimasta agibile dopo il sisma del 2016.

“Muri a perdere” è un progetto promosso per “contribuire alla rinascita sociale e culturale delle aree picene colpite duramente dagli eventi sismici – sottolineano gli organizzatori – e per testimoniare che a distanza di due anni, nonostante una difficile ricostruzione, la vita nelle comunità colpite continua. Muri a perdere vuole riaccendere i riflettori su ciò che è stato fatto e su tutto quello che si può e deve ancora fare, cercando di riportare l’attenzione e la curiosità su questi luoghi quasi dimenticati dall’opinione pubblica. Il progetto, oltre che strumento di denuncia, vuole essere simbolo di speranza per il futuro, di fiducia nella rinascita di un territorio, come quello piceno, fortemente colpito e martorizzato”. 

Classe 1984, nata a Roma dove vive e lavora, Alessandra Carloni, si diploma all’Accademia di Belle Arti con la cattedra di Celestino Ferraresi e si laurea in Storia dell’Arte contemporanea alla Sapienza. Nel 2009 inizia l’attività di pittrice, esponendo in personali e collettive in gallerie di Roma e in altre città italiane, vincendo diversi premi e concorsi. Contemporaneamente entra nel mondo della street art, realizzando opere murali a Roma, Milano, Firenze, Torino, Marsala, Sulmona, Savona, Venezia, Rovigo, Lussemburgo e Caserta, collezionando diversi riconoscimenti.

Terremoto, murales a Venarotta 2

“Quando tre mesi fa sono stata contattata dai promotori di ‘Muri a perdere’ – racconta l’artista – il progetto ha colto subito il mio interesse per il suo valore sociale, oltre che poetico e umano: il muro non fine a se stesso, che serve per abbellire una realtà pubblica, ma un simbolo inserito in un contesto destinato a crollare. In questo senso l’opera rivela un significato ulteriore, diverso, più transitorio ma pensato per lanciare un messaggio importante, anche su una ricostruzione che restituisca fiducia. La parete su cui abbiamo lavorato fa parte, infatti, dell’unica ala del plesso scolastico che rimarrà in piedi”.
“Il murale, dal titolo ‘Le memorie del gioco’, presenta una visione metafisica, onirica: io lavoro molto sul tema del sogno e anche per questo hanno scelto la mia opera che trovavano in linea con i temi legati all’infanzia. Racconto spesso questo mondo, ma in una chiave più adulta. La ragazza del murale, che poi è praticamente una donna, porta con sé un carretto pieno di memorie, in questo caso memorie legate al gioco, all’infanzia. E la scena in primo piano si sovrappone a un foglio che contiene immagini stilizzate di disegni tipici dei più piccoli. La simbologia è quella del gioco, del mondo dell’immaginazione e dell’infanzia vista attraverso il punto di vista di un adulto che non smette mai di tenere in vita e portare con sé tutti quegli elementi che fanno parte del suo passato e del suo mondo fanciullesco che non lascerà morire mai”. (Teresa Valiani)

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