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Migranti, la Prefettura di Pistoia chiude il centro di don Biancalani

I controlli dei vigili del fuoco, voluti dal Comune, hanno rilevato problemi di impiantistica. Il prete: “Adesso i migranti dormiranno in chiesa. Nel frattempo ristrutturiamo, poi riapriremo”. La diocesi: "La situazione si presenta seria e non può essere sottovalutata"

28 agosto 2018

FIRENZE – La prefettura di Pistoia ha ordinato di chiudere il centro di accoglienza di don Massimo Biancalani, il sacerdote paladino dei migranti. La struttura parrocchiale di Vicofaro, in provincia di Pistoia, è stata giudicata non a norma da un punto di vista impiantistico. Problemi legati anche al sovraffollamento. Una vera e propria mazzata per il prete degli ultimi, da sempre misericordioso verso i migranti e salito alle cronache dopo la foto della scorsa estate in cui mostrava i suoi ospiti africani in piscina. Quella foto, ripostata dal leader della Lega Matteo Salvini, divenne virale e suscitò non poche polemiche.

-I migranti dovranno essere trasferiti in attesa dell’adeguamento degli impianti e della ristrutturazione degli spazi. “Mi sembrano provvedimenti spropositati - ha detto don Biancalani – Ho già avvisato il vescovo, spero che ci possa dare una mano per ospitare i migranti provvisoriamente. Una parte andranno nella struttura al momento vuota di Ramini, a poca distanza da qui. Se non arriveranno soluzioni, gli altri passeranno le notti in chiesa, non mi pare ci sia niente di scandaloso”. 

Sono un centinaio gli ospiti della parrocchia di Vicofaro. Soltanto dodici quelli inseriti all’interno del progetto di accoglienza straordinaria (che prevede 35 euro al giorno per ciascun migrante). I restanti profughi arrivano invece dalla strada, molti in seguito ai dinieghi alla domanda d’asilo. I migranti del Cas sono già stati trasferiti in una struttura nella vicina località di Ramini, sempre gestita da don Biancalani. Proprio sui profughi del Cas, la Prefettura ha chiesto urgentemente il trasferimento, in quanto migranti che ricadono sotto la propria gestione. I migranti che non rientrano del Cas, circa un'ottantina, dimorano invece al piano sottostante al Cas, anche questo giudicato non idoneo, ma su questo la Prefettura non avrebbe chiesto il trasferimento urgente, motivo per cui i profughi continuano a viverci in attesa dei lavori di ristutturazione che Biancalani sta per cominciare.

“Faremo i lavori di adeguamento e ripartiremo, più forti di prima”, ha detto Biancalani - Risponderemo colpo su colpo, resisteremo, saremo sempre dalla parte degli ultimi, dei poveri e dei migranti”. Ad effettuare i controlli nelle struttura, nei giorni scorsi, sono stati i vigili del fuoco e la Asl su impulso della Polizia Municipale e del Comune, che nell’ultima tornata elettorale è passato al centro destra. 

Anche la diocesi di Pistoia è intervenuta con una nota intorno alla vicenda del Cas ospitato nei locali della parrocchia di Vicofaro, paròlandpo di una "situazione si presenta seria e non può essere sottovalutata" ed evidenziando che "la dichiarazione di 'non idoneità rende problematica anche l'ospitalità offerta a tutti coloro che non rientrano nel progetto Cas".  La diocesi, si assicura nella nota, "offrira' la massima collaborazione sull'attuazione di quanto la Prefettura, i Vigili del Fuoco o altre istituzioni preposte indicano come necessario per una idonea accoglienza in strutture adeguate". Inoltre, "si assicura, anche attraverso la Caritas diocesana (che da tempo ha offerto, per quanto possibile, il sostegno materiale alle iniziative di accoglienza) tutto il supporto necessario a don Massimo Biancalani, perche' la situazione possa evolversi nel migliore dei modi e dia piu' tranquillita' anche a lui". Il vescovo, monsignor Fausto Tardelli, "ha gia' dato disposizioni perchè d'ora innanzi da parte della Curia diocesana, si metta in atto una piu' attenta vigilanza su cio' che avviene negli ambienti appartenenti alla Chiesa e tutto si svolga nella correttezza e trasparenza da tutti i punti di vista".  

Nella giornata di martedì è arrivato a Vicofaro anche il governatore toscano Enrico Rossi, che su Twitter ha scritto: “Sono tornato a Vicofaro da don Massimo Biancalani per far sentire la mia vicinanza e invitare a non demordere. Il centro accoglienza migranti deve riaprire al più presto”. Rossi ha versato una donazione per aiutare i lavori di ristrutturazione, postando su Twitter anche l’Iban per le donazioni: IT06G0626013827000003000C00. Sul caso è intervenuto anche il ministero dell’Interno Matteo Salvini, che ha twittato: "Tempi duri per il prete che ama circondarsi di clandestini africani, ancora un po' e la canonica scoppiava".

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