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Tra "welcome" e contestatori i migranti a Rocca di Papa. Subito nelle diocesi

Sono eritrei, 92 uomini e otto donne, i migranti della nave Diciotti accolti nella notte nel centro Mondo migliore. Già oggi screening medici e interviste, entro due giorni l'invio in 20 diocesi italiane. "Prediligeremo accoglienza in micro strutture, le donne che hanno subito violenza saranno inviate in centri che hanno già fatto esperienza di queste situazioni"

29 agosto 2018

ROMA - Accennano un saluto dal finestrino, qualcuno sorride, una coppia si stringe in un abbraccio. Sono tutti eritrei, 92 uomini e otto donne, i migranti della nave Diciotti accolti nella notte nel centro Mondo migliore di Rocca di Papa, nella zona dei Castelli romani, alle porte di Roma. Il primo pullman è arrivato intorno alle 22,30, il secondo, a causa di un guasto tecnico, alle 2. Ad accoglierli grida di benvenuto e contestatori: fuori dal centro per ore un gruppo di cittadini con i cartelli “Welcome” e  un altro gruppo facente capo a Casapound si sono contrapposti con cori, insulti e accuse reciproche. Un clima teso, che non ha rovinato però l’accoglienza dei migranti: stremati da un viaggio di oltre 10 ore, i ragazzi, tutti molto giovani, sono entrati ad uno ad uno nella struttura tra gli applausi e i cori degli altri ospiti e l’abbraccio degli operatori. Dopo aver mangiato un panino e aver ricevuto una borsa con un kit igienici e vestiario per le esigenze dei primi giorni, sono stati sottoporsi ad una prima visita medica. Una seconda verrà fatta oggi quando un’ equipe sanitaria specializzata entrerà nella struttura. Molti dei migranti, infatti, presentano segni di violenze, una donna ha il volto sfigurato, tutte hanno raccontato di aver subito abusi.  

- L’intera operazione a carico della Cei con i fondi dell'8 per mille. Soddu:“Segno di comunione”. A dare per primo il saluto ai profughi è stato don Francesco Soddu, presidente di Caritas italiana. “ Le persone saranno accolte qui per ricevere le prime medicazioni, capirne lo stato di salute e fare dei colloqui - afferma -. Sappiamo che tutte le persone che arrivano dai centri di detenzione libici hanno subito torture inimmaginabili”. Poi nel giro di 48 ore saranno inviate nella diocesi che si sono dette disponibili. “Stiamo ricevendo ancora oggi richieste di accoglienza da parte di nuove parrocchie - afferma don Francesco Soddu -. E' un segno molto bello e concreto di comunione da parte delle comunità cristiane e di risposta all'appello di Papa Francesco, che più volte in passato ha chiesto di 'aprire le porte ai nostri fratelli immigrati'". L'intera operazione - precisa Caritas - sarà coperta integralmente dai fondi 8xmille messi a disposizione dalla Conferenza Episcopale Italiana, e si pone in continuità con un programma consolidato di accoglienza diffusa con cui la Chiesa Italiana ha fatto suo l'appello del Papa, accogliendo negli ultimi tre anni oltre 26mila migranti, spesso in famiglie e parrocchie, come dimostra anche l'esperienza del progetto "Protetto. Rifugiato a casa mia" e dei corridoi umanitari.

I 100 migranti verranno divisi in piccoli gruppi per prediligere un’accoglienza che possa venire incontro alle esigenze di ognuno, ma anche per non creare tensioni sui territori. “Attiveremo tutti i servizi di presa in carico dei richiedenti asilo, così come facciamo da anni sul territorio- spiega Manuela De Marco di Caritas -.  Abbiamo una rete di Caritas diocesane in cui vengono garantiti i servizi essenziali, ma anche tutti i servizi alla persona di orientamento, di accompagnamento, di iter giuridico e di integrazione”. Per quanto riguarda le donne, che hanno raccontato di essere state abusate “ci sarà una valutazione e provvederemo al loro trasferimento in strutture adeguate, che abbiano già fatto esperienza di queste situazioni - precisa De Marco - saranno importanti i prossimi giorni per capire le singole storie e adeguare il matching tra persone e luoghi accoglienza”. Sono circa 20 le diocesi coinvolte, da nord a sud: “tanti vescovi hanno dichiarato la volontà chiara di accogliere - aggiunge - inoltre l’accoglienza in piccoli numeri, come ben sappiamo facilita l’integrazione”. Tra i migranti non ci sono minori, si tratta di giovani di età compresa tra i 20 e 40 anni.

Le contestazioni, tra “welcome” e “tornate a casa vostra”. Ancora questa mattina alcuni gruppi di contestatori, insieme a cittadini solidali si sono dati appuntamento davanti all’ingresso del centro, gestito dalla cooperativa Auxilium, che ospita già 350 persone. Nel pomeriggio di ieri erano arrivato per primi un gruppo di cittadini, arrivati per dare il benvenuto ai migranti. “I Castelli romani sono antirazzisti, il razzismo qui non passa, questi ragazzi non hanno fatto niente di male per noi sono i benvenuti - ha gridato per ore al megafono uno dei manifestitanti, esponendo il cartello Welcome. Dall’altra parte della strada un altro gruppo di persone, capitanate da esponenti di Casapound, tra cui Luca Marsella, Davide Di Stefano e Mauro Antonini, hanno contestato l’arrivo, sottolineando che la struttura è già piena e non può accogliere altre persone. A nulla sono valse le rassicurazione degli operatori della Caritas che hanno spiegato come la permanenza a Mondo migliore sarà solo di un paio di giorni. All’arrivo del primo pullman, intorno alle 22,30, gli esponenti di destra hanno intonato l’inno di Mameli. I migranti ignari hanno risposto con un cenno di saluto, pensando probabilmente che quelle bandiere italiane fossero lì per dargli il benvenuto. Per oggi pomeriggio alle 18 è prevista una nuova manifestazione dell’estrema destra. “Le voci di malcontento e protesta possono anche essere comprese nella misura in cui fanno parte di un malessere condiviso e reale - sottolinea Soddu -, laddove sono invece solo voci di protesta, anche politicamente orientate, sono deleterie e lasciano il tempo che trovano”. Sulla stessa scia anche Don Aldo Bonaiuto della Comunità Papa Giovanni XXIII, che si farà carico di alcuni dei migranti. “Questi contestatori non si sa contro cosa manifestino perché queste persone a Rocca di Papa ci saranno due giorni - afferma -, Aizzare la cittadinanza contro i manifestanti non trova nessuna giustificazione. Quello che abbiamo registrato, invece, è una grande solidarietà nazionale da parte delle parrocchie.  Per il futuro auspichiamo soluzioni strutturali, non vogliamo trovarci di fronte di nuovo all’emergenza dell’emergenza. Bisogna aprire le porte a questi che non so numeri ma persone da accogliere e soccorrere”. (Eleonora Camilli)

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