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"Italian chef charity", una cena per aiutare le donne vittime di violenza

Al Forte Belvedere di Firenze giovedì 6 settembre alcuni dei più rinomati chef fiorentini e toscani cucineranno per solidarietà

29 agosto 2018

- FIRENZE - La rete di solidarietà degli chef fiorentini non si ferma. Per il terzo anno consecutivo, dopo due appuntamenti dedicati ad Amatrice e alla ricostruzione post-sisma, la tradizionale serata benefica verrà organizzata sulla terrazza del Forte Belvedere. Quest’anno i fondi raccolti saranno destinati alla lotta al femminicidio e alla violenza di genere. L’appuntamento andrà in scena giovedì 6 settembre e coinvolgerà alcuni dei più rinomati chef fiorentini e toscani, che hanno risposto con grande generosità all’appello lanciato dal comitato “Italian Chef Charity Night” per dare un segnale di continuità con le iniziative degli ultimi due anni. Il programma della serata prevede una cena a buffet aperta al pubblico, con un’offerta minima di 25 euro interamente devoluta al centro antiviolenza Artemisia per mantenere le due case a indirizzo segreto dove vivono protette le donne e i bambini minacciate di morte da ex mariti o stalker. 

“A due anni dalla prima edizione del charity – spiega Marco Gemelli, il ‘Forchettiere’, organizzatore insieme a Once Events – chiediamo a Firenze di ripetere la straordinaria prova di generosità delle volte precedenti. La lotta al femminicidio rappresenta un tema cruciale che tocca la nostra quotidianità, tanto più odioso perché questo fenomeno può colpire all’improvviso e spazzare via intere famiglie. Possiamo contribuire a evitare altre morti, e per questo vogliamo chiamare a raccolta la popolazione di Firenze perché dia una volta di più il suo contributo. Anche quest’anno, la prima risposta è incoraggiante, con decine di messaggi di adesione non solo da parte degli chef ma anche di fotografi, sponsor e cittadini interessati a partecipare, anche solo come volontari. Ognuno sta contribuendo alla realizzazione dell’iniziativa con generosità, in base alle proprie disponibilità e ai talenti personali”.

 

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