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Migranti, missione Sophia nel mirino. Mogherini: "Non smantellarla"

Trovare "una soluzione sostenibile sugli sbarchi": è l'appello rivolto oggi a Vienna da Federica Mogherini, Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza europea, durante la riunione dei ministri della Difesa. Ferrara (5 Stelle): "Dall'Europa ennesima dimostrazione di incapacità". Moavero: "L'Ue ridistribuisca"

30 agosto 2018

ROMA - Non smantellare la missione Sophia e, allo stesso tempo, trovare "una soluzione sostenibile sugli sbarchi": è l'appello rivolto oggi a Vienna da Federica Mogherini, Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza europea, durante una riunione dei ministri della Difesa dei Paesi Ue.
"L'incontro dei ministri della Difesa non è il luogo per decisioni interne - ha detto Mogherini - ma abbiamo registrato la volontà di trovare una soluzione politica sostenibile sugli sbarchi". Secondo l'Alto rappresentante, d'altra parte, "smantellare Sophia comporterebbe conseguenze".

Cos'è l'operazione Sophia
. Ufficialmente denominata European Union Naval Force Mediterranean e conosciuta anche con l'acronimo Eunavformed, è un'operazione militare lanciata dall'Unione europea nel 2015 in conseguenza dei naufragi dei migranti.
In vista della riunione di oggi dei ministri europei della Difesa, era stato Matteo Salvini ad annunciare un giro di vite che dovrebbe portare alla chiusura dei porti italiani anche alle navi militari delle missioni internazionali. Salvini aveva spiegato, infatti, che bisognerà “rivedere le regole delle missioni internazionali”, riferendosi sopratutto a EunavForMed Sophia, operazione militare a regia europea che ha l’obiettivo di smantellare il modello di business delle reti del traffico e della tratta di esseri umani nel Mediterraneo centromeridionale. Il salvataggio non rientra fra le sue funzioni primarie, ma le navi che prendono parte alla missione sono “tenute a svolgere attività di soccorso” come qualsiasi imbarcazione istituzionale o privata che si trovi nei pressi di una situazione di emergenza.

Moavero: "Ci sono tanti porti, l'Ue ridistribuisca". "Ci sono abbastanza Paesi e porti europei nel Mediterraneo e quindi sufficienti possibilità di accoglienza per garantire un meccanismo veloce di redistribuzione". Lo ha detto il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, al termine di un incontro informale oggi a Vienna con i ministri degli Esteri europei (Gymnich) sul tema del fenomeno migratorio. "Ci piacerebbe vedere una reale solidarietà da parte dei Paesi europei, e maggior rispetto per le persone migranti", e ciò significa "che i diritti e i servizi possano essere garantiti", ha detto il capo della Farnesina.

Ferrara (5 Stelle): "Dall'Europa ennesima dimostrazione di incapacità". Anche l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Laura Ferrara, commenta il vertice a Vienna fra i Ministri della Difesa europei. “Dall’Europa arriva l’ennesima dimostrazione di incapacità. Nonostante la proposta di buon senso del Ministro Trenta sulla revisione delle  regole di ingaggio della missione Sophia, c’è stato l’ennesimo nulla di  fatto, l’ennesimo muro alzato nei confronti dell’Italia”.
“La proposta del Ministro Trenta di creare un meccanismo di coordinamento per la scelta del porto di sbarco è in linea con il principio di cooperazione ed equa ripartizione delle responsabilità e  assicura una gestione comunitaria ad un fenomeno europeo. Non è più concepibile che l'Italia sia l’unico porto di sbarco delle navi soccorse nel Mar Mediterraneo. Non sorprende il silenzio del Pd sull’impegno del Ministro Trenta: stanno facendo di tutto per coprire il vergognoso accordo siglato da Renzi. È dura rimediare a tutti i disastri lasciati in eredità dai governi del Pd, ma ce la faremo”, conclude Ferrara.

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