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Il "Cirque Bidon", eternamente sospeso tra sogno e realtà

Parla François Rauline, padre della storica compagnia figlia del ‘68 francese. Il suo circo di strada (due cavalli, molte galline) affascina ancora adulti e bambini. “Voglio toccare il cuore delle persone, voglio che il mio circo sia genuinamente popolare”. A Bologna fino al 5 settembre

31 agosto 2018

BOLOGNA - E’ sorridente e di buon umore Francois Rauline, per tutti Francois Bidon, quando lo incontriamo davanti al carrozzone del suo circo. E’ un omone di quasi settant'anni, il physique du rôle da perfetto mangiafuoco e una lunga barba bianca che non riesce a nascondere due occhi profondi e vispi che parlano anche senza parole. E’ lui il fondatore di uno strano e piccolo circo che ancora affascina bambini e adulti. Le Cirque Bidon, il circo di strada. Sospeso eternamente tra sogno e realtà.

“Tutto è partito tanto tempo fa”, ci racconta Francois, “quando ho iniziato a vedere la mia vita già segnata, già scritta. Ero molto dentro al movimento del ’68 francese, e volevo poter immaginare qualcosa di diverso. E così ho mollato il mio lavoro di artigiano del bronzo, ho venduto tutto e ho iniziato a viaggiare, a piedi, in bicicletta o in autostop. Era il 1969, nonostante fossi molto deluso per una storia d’amore andata male e per un cavallo che non riuscivo a comprare, non mi sono perso d’animo e ho continuato a cercare finché ho davvero trovato una cavalla bellissima che mi ha insegnato il lavoro. Sì, proprio così. E’ stata lei a insegnare il lavoro a me”.

All’inizio la cosa più importante era viaggiare, nessuno sapeva fare niente (da qui il nome di Circo Bidone) ma questo era abbastanza per gettare il cuore oltre l’ostacolo. “Se dovessi dire cosa è più cambiato rispetto ai primi tempi, direi certamente l’aspetto organizzativo. Per preparare questo spettacolo - Entrez dans la danse - abbiamo fatto due mesi di prove. E’ tutto molto veloce, non ci sono momenti morti. All’inizio era tutto molto più improvvisato...”.

Sebbene, negli anni, gli aspetti tecnici dell’arte circense siano diventati più centrali, ancora oggi quello che affascina del Cirque Bidon è questa atmosfera felliniana in funambolico equilibrio tra sogno e realtà, che si respira una volta varcata la soglia di ingresso. E’ difficile spiegare il fascino che ancora oggi, giocolieri, acrobati, trapezisti e clown riescono a suscitare su un pubblico sempre più legato a forme d’intrattenimento digitali. Eppure basta fare un giro per uno dei tanti festival dedicati al circo che si tengono in questo periodo come Tutti matti per Colorno in provincia di Parma o Dinamico Festival a Reggio Emilia, per incontrare un pubblico trasversale di adulti e bambini pronto a lasciarsi conquistare da quest’arte antica e contemporanea allo stesso tempo.

Un altro segno del successo del Cirque Bidon, è la grande quantità di artisti che ogni anno si presentano spontaneamente per essere ingaggiati, ragazzi che vanno a bussare alla porta di Francois per avere un’audizione. Nella compagnia ci sono anche due cavalli e diverse galline, cosa che naturalmente non è gradita a tutti: “I cavalli sono con l’uomo da sempre. In Francia ci sono addirittura diversi comuni che hanno abbandonato i motori in favore dei cavalli. Li usano anche per portare i bambini a scuola, che così arrivano a scuola più felici. A noi servono per spostarci ma ogni viaggio non è più lungo di 25 chilometri e poi si riposano per una settimana o più”.

Ed è quasi uno spettacolo prima dello spettacolo quando tutti i carrozzoni della compagnia trainati dai cavalli arrivano in città a suon di musica e colori. Un modo, prima di internet, per far capire a tutti che era arrivato il circo. Il numero con le galline è uno dei pezzi forti dei loro spettacoli. Vengono messe sopra una bicicletta appesa a una fune, e poi la bicicletta viene lasciata andare mentre le galline restano saldamente al proprio posto. “Le galline stupide?” si domanda Francoise Bidon. “Per me nessun animale è stupido, ognuno di noi è programmato per qualcosa. Ad esempio se io ti parlo dell’infinito, ti fa male la testa, ci sono milioni di cose che non possiamo capire”.
“Quello che mi interessa è che il mio circo possa arrivare a tutti” continua convinto Francois Bidon,  “Sono contro gli spettacoli elitari, quelli che magari in Francia ricevono un sacco di sovvenzioni pubbliche e poi fanno quattro repliche ed è tutto finito. Io voglio toccare il cuore delle persone, voglio che il mio circo sia genuinamente popolare”.
Per chi vorrà, il Cirque Bidon sarà a Bologna, a Villa Angeletti fino al 5 di settembre. (Massimiliano Colletti) 

© Copyright Redattore Sociale

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