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Prato, detenuto aggredisce agente. I sindacati: “Carenza estrema di personale”

Un detenuto del carcere di Prato ha aggredito quattro genti penitenziari, uno dei quali gravemente ferito. La Cgil: “Non abbiamo abbastanza agenti penitenziari”

03 settembre 2018

FIRENZE – Un detenuto del carcere di Prato ha aggredito quattro genti penitenziari, uno dei quali gravemente ferito dopo la violenza con una lametta. A denunciarlo il segretario generale dell'Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria) Leo Beneduci. L'episodio risale alla giornata di ieri. E la Cgil solleva nuovamente il problema sicurezza. “Sul carcere di Prato mai avremmo voluto avere ragione, con riferimento alle molte denunce inviate nei mesi precedenti e negli ultimi due anni, ma purtroppo gli eventi registrati nell’ultimo periodo hanno raggiunto l’apice”.

Secondo la Cgil il vero problema è la carenza di organico: “Abbiamo più volte segnalato, oltre che con documenti anche con manifestazioni pubbliche, quelle che secondo noi sono le principali criticità del Carcere di Prato, ad oggi irrisolte come: mancanza di “governo” della struttura; carenza estrema di personale della Polizia Penitenziaria (per fare un esempio, basti raffrontare il carcere pratese col carcere fiorentino di Sollicciano: entrambi hanno quasi lo stesso numero di detenuti, oltre 600, ma il primo ha circa la metà degli agenti, 230 contro oltre 500); sovraffollamento di detenuti, in modo particolare di soggetti di difficile gestione; mancanza di adeguati strumenti utili allo migliore svolgimento delle attività d’istituto, in particolare quelli collegati alla sicurezza degli operatori”.

 

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