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A Milano nasce una casa per le donne migranti vittime di violenza

È promossa dalla Prefettura e dalla Casa delle donne maltrattate. Potrà ospitare 10 donne con figli: riceveranno assistenza psicologica, legale, formazione professionale. "Milano è una città davvero accogliente", commenta il prefetto Luciana Lamorgese

07 settembre 2018

- MILANO - "Bisogna dare un supporto a chi fugge dalle guerre. L'abbiamo visto in questi anni: Milano è una città davvero accogliente". Con queste parole il prefetto Luciana Lamorgese tiene a battesimo la nascita della casa che accoglierà donne migranti e richiedenti asilo che hanno subito violenze. Il progetto "Un viaggio per la libertà" è della Casa delle donne maltrattate (Cadmi), che in 30 anni di attività ha aiutato più di 30 mila donne. "Dal trust 'In nome della donna' abbiamo ricevuto in comodato d'uso gratuito un immobile che abbiamo ristrutturato - racconta Manuela Ulivi, presidente del Cadmi-. In questa nuova casa le donne migranti avranno assistenza psicologica, consulenza legale, formazione culturale e professionale. Sono donne che ci raccontano storie di violenze terribili, inascoltabili. Con il nostro progetto saranno aiutate a superare i traumi e a tornare a vivere in autonomia". Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Cariplo con 100 mila euro e dalle offerte di alcune donne. "C'è chi ha dato somme consistenti ma vuole rimanere anonima", sottolinea Manuela Ulivi. 

Nella nuova casa del Cadmi potranno essere accolte 10 donne con figli. Ciascuna avrà la sua stanza e spazi in comune, come la cucina e i locali per altre attività. Saranno seguite giorno e notte da educatrici e psicologhe esperte di gestione del trauma. "Investire risorse ed energie in un progetto che supporta il percorso di emersione dalla violenza e l'integrazione della componente più vulnerabile e più fragile dell'immigrazione, serve a rafforzare la coesione e la stabilizzazione sociale - aggiunge il prefetto - . Vogliamo dare una speranza a queste donne". (dp) 

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