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Servizio civile, giovani soddisfatti dei risultati raggiunti

È la fotografia che restituiscono gli oltre 1.830 giovani attualmente impegnati nei progetti di Arci Servizio Civile (ASC) in Italia e all’estero, al termine del monitoraggio che li ha visti coinvolti quest’anno. "I giovani ci confermano di non sentirsi ‘usati’, ma al contrario, di essere valorizzati"

07 settembre 2018

ROMA - Più soddisfatti di se stessi e per i risultati raggiunti con i loro progetti. È la fotografia che restituiscono gli oltre 1.830 giovani attualmente impegnati nei progetti di Arci Servizio Civile (ASC) in Italia e all’estero, al termine del monitoraggio che li ha visti coinvolti quest’anno.

- L’indagine, riferita ai progetti partiti alla fine dello scorso anno, è stato curata dalla ricercatrice Elisa Simsig, che sottolinea come “un risultato significativo che ci restituisce quest’ultima rilevazione è l’aumento della soddisfazione dei giovani volontari, che si sono sentiti valorizzati nella loro esperienza di servizio civile. Questo si conferma uno strumento che permette un’importante crescita dei giovani, aiutandoli ad inserirsi sempre di più nelle loro organizzazioni. Da questo punto di vista è il risultato migliore di sempre. I giovani ci confermano di non sentirsi ‘usati’, ma al contrario, di essere valorizzati nella loro esperienza concreta”.

I risultati in particolare indicano come “complessivamente, il dato d’insieme sull’esperienza di servizio civile rilevata in questo terzo monitoraggio si colloca in linea – sui livelli più alti – con i monitoraggi finali dei bandi dal 2009 ad oggi, ovvero da quando è stato adottato il monitoraggio censuario e non campionario come in precedenza. Va ricordato che spesso il primo impatto porta a punteggi più favorevoli che poi, con la routine del progetto, tendono a diminuire lievemente. In questo caso non è successo”.

In merito al grado di coinvolgimento dei volontari negli aspetti decisionali del progetto e il loro senso di gratificazione, “i valori sono in linea con i due precedenti monitoraggi per tre aspetti: libertà di esprimersi (8,2), soddisfazione per le attività svolte (7,8), sentirsi valorizzato (7,8). È cresciuta la partecipazione alle decisioni che riguardano il progetto (7,7, +0,5 rispetto alla prima rilevazione), un dato che mostra come i volontari, con il procedere delle attività, siano stati sempre più e meglio coinvolti e responsabilizzati. Considerando questi indicatori a confronto con quelli dei bandi precedenti, gli indicatori sono tutti in crescita, netta soprattutto per la partecipazione alle decisioni”, si legge ancora nella ricerca di ASC.

“Un secondo importante risultato che rileviamo – ricorda poi Simsig - è il beneficio effettivo del servizio civile per i destinatari dei progetti, praticamente tutte le categorie (anziani, minori, stranieri, ecc…). Sono le attività stesse segnalate dai volontari che ci restituiscono la fotografia di un’esperienza qualificante sia per chi la fa, perché li fa sentire protagonisti, sia per chi la riceve, in termini di risultati raggiunti e di vantaggio per la comunità”.

Nello specifico il monitoraggio rileva come “continuando a rimanere su livelli buoni, gli obiettivi di progetto sono ritenuti raggiunti in una misura un po’ minore che nel primo e secondo monitoraggio: questa differenziazione tra obiettivi verso i volontari e obiettivi verso la comunità – che tra l’altro privilegia quest’ultima: 8,0 rispetto a 7,9 – nonché una maggiore consapevolezza di quanto ci si proponeva di fare con le attività di progetto spiegano probabilmente questa differenziazione. Il confronto con i monitoraggi finali del passato però premia i risultati del bando 2017, sia in relazione ai giovani sia in relazione alle comunità, e dunque continuiamo a trovarci in una situazione di grande positività nonostante il tendenziale calo rispetto a primo e secondo monitoraggio del bando 2017”.

Positiva anche la rilevazione sul fronte delle conoscenze e delle competenze acquisite. “Possiamo dire – afferma ASC - che il servizio civile ha contribuito ad incrementare le conoscenze, che nel caso degli aspetti riguardanti il servizio civile stesso erano largamente lacunose in partenza, e soprattutto ha dato il suo contributo ai giovani per essere più capaci nelle relazioni interpersonali, più fiduciosi nelle proprie capacità e possibilità, più assertivi e capaci di gestire le situazioni. Un risultato di notevole portata che si concretizza già a metà progetto e si consolida al suo termine. L’esperienza è riuscita a rendere più omogenee competenze e conoscenze all’interno dei volontari, appianando non tutte ma buona parte delle differenze rilevate nel primo monitoraggio e che riguardavano in particolare i più giovani, quelli con la sola licenza media, i volontari del Nord”.

Infine sulla volontà che il servizio civile non diventi obbligatorio, secondo ASC e i suoi giovani “non vi sono dubbi: benché si noti nel tempo un tendenziale calo del dato, la larghissima maggioranza di volontari contrari all’obbligo (85%) rimane di gran lunga prevalente”.

ASC (ArciServizioCivile) è la più grande associazione di scopo italiana dedicata esclusivamente al servizio civile nazionale, cui aderiscono 5 associazioni nazionali (Arci, Arciragazzi, Auser, Legambiente, Uisp) e decine di organizzazioni locali. È anche l'unica associazione ad avere disponibili le serie complete di dati, approfondimenti ed analisi sui giovani in servizio civile a partire dal 2009. Si tratta di un universo di quasi 11.000 giovani. (FSp) 

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