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Carcere, maxi rissa a Sollicciano. I sindacati accusano: “Pochi agenti”

Tutto è nato da un diverbio sul campo di calcio. Un agente ferito alla spalla e cinque reclusi finiti all’ospedale. Uil Pa: “Il campo di calcio era l’unica soluzione per tenere i detenuti all’aperto data la chiusura per crolli dei passeggi”.

07 settembre 2018

FIRENZE – Mega rissa nel carcere di Sollicciano, a Firenze. Tutto è nato da un diverbio sul campo di calcio. "Due fazioni in contrapposizione tra loro – ha detto Angelo Urso, Segretario Generale della UIL PA Polizia Penitenziaria - da una parte magrebini e dall’altra albanesi che se le sono date di santa ragione. Nella circostanza l’unico agente addetto alla loro sorveglianza, intervenuto per cercare di placare gli animi alla fine ha riportato una lussazione alla spalla e 20 giorni di prognosi. Grazie al successivo intervento dell’altro personale di Polizia Penitenziaria, presente in Istituto, è stato possibile far defluire i contendenti nei loro reparti detentivi dove poi sono stati chiusi in cella senza ulteriori disordini". Cinque detenuti sono finiti in ospedale. 

Un fatto che i sindacati legano sia alla carenza di organico tra gli agenti sia all’impossibilità di fruire i passeggi esterni a causa di crolli e ristrutturazione in corso delle mura. “Ciò che lascia interdetti – dicono da Ul Pa - è il fatto che la fruizione del campo sportivo era una situazione di emergenza per surrogare all’impossibilità da parte dei detenuti di fruire dei passeggi per deficit strutturali e che questa emergenza è stata affidata alla sorveglianza di un solo agente”.

E poi: “Ministero della Giustizia e Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria diano corso rapidamente all’impegno di affrontare al più presto i problemi strutturali di Firenze, dei quali hanno avuto contezza pochi giorni fa e quello delle aggressioni e degli eventi critici all’interno di carceri e di un sistema per il quale dovrebbero senza dubbio chiedere la proclamazione dello stato di emergenza e la conseguente adozione di provvedimenti e stanziamenti straordinari. Servono uomini e donne, mezzi, strumenti di lavoro e fondi per rimettere in sicurezza un sistema in grave difficoltà".

 

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