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Giornata suicidio. Assistenti sociali: "Strategico il ruolo delle reti di vicinato"

Negli ultimi 20 anni i suicidi in Italia sono diminuiti (-14% dal 1995 al 2015), ma è sempre più importante lavorare sulla sensibilizzazione di tutta la comunità. L'appello dell'Ordine Assistenti Sociali Piemonte: “Occorre un’attenzione diffusa della comunità nei confronti delle persone in difficoltà”

10 settembre 2018

ROMA - Il ruolo dei professionisti dell’aiuto e del sistema dei servizi nella prevenzione dei suicidi è importante, ma è “ineludibile e strategico quello delle reti di vicinato e della solidarietà”. Lo ricorda la presidente dell’Ordine regionale degli Assistenti Sociali del Piemonte, Barbara Rosina, in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, iniziativa promossa il 10 settembre di ogni anno dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dall’Associazione internazionale per la prevenzione del suicidio (Iasp). Sebbene il trend degli ultimi anni sia rassicurante, spiega una nota del Ordine assistenti sociali Regione Piemonte, è importante lavorare sulla “sensibilizzazione dei diversi settori della società”, dalle associazioni ai medici di base, dai volontari ai politici, per mettere a punto interventi preventivi.

Secondo i dati snocciolati dall’Ordine regionale del Piemonte, dal 1995 al 2015 in Italia si è assistito ad un calo dei suicidi pari al 14 per cento. “Nel 1995 erano 8,1 i suicidi ogni 100mila abitanti. Nel 2015 sono scesi a 6,5 (3.935 decessi) - spiega la nota - . L’Italia si colloca, in riferimento ai dati 2015, in basso nella graduatoria europea (6,3 il tasso standardizzato di mortalità per età nel 2014; 11,2 la media Ue28)”. Secondo i dati Istat citati dall’Ordine piemontese, il suicidio non è “gender-neutral”: ogni 100 mila abitanti, i deceduti per suicidio sono 10,4 fra gli uomini e 2,8 fra le donne. “Elemento di rilievo è la correlazione all’età in quanto si osservano quozienti crescenti al crescere dell’età (1,4 i suicidi ogni 100 mila abitanti fino a 24 anni, 10,4 oltre i 65 anni)  - continua la nota -. Ancora secondo i dati Istat è possibile affermare che a livello territoriale il Nord-est presenta i livelli di mortalità più elevati (8,3 suicidi ogni 100 mila abitanti), il Sud quelli più contenuti (4,5 ogni 100 mila abitanti) ed il fenomeno ha un andamento crescente nella prima metà dell’anno – maggio, giugno e luglio i mesi più critici – e trend in diminuzione nel secondo semestre”.  

Per Rosina, tuttavia, il compito di stare vicino a chi è in difficoltà “non può essere lasciato unicamente ai professionisti dell’aiuto - spiega -, occorre un’attenzione diffusa della comunità nei confronti delle persone, delle loro storie, delle loro difficoltà, soprattutto nelle situazioni di vulnerabilità come la perdita del lavoro, la presenza di malattie nelle famiglie, di lutti. Sappiamo bene, per esperienza professionale e personale, quanto sia difficile trovare il coraggio di stare a fianco di persone in difficoltà. Questo avviene per molte ragioni tra le quali anche la paura di non sapere cosa dire. È importante ricordare che non esiste una specifica formula o precise parole. Un autentico interesse all’altro, alla sua vita, il desiderio di aiutare possono essere abbastanza per prevenire una tragedia”. Ed è per questo, precisa Rosina, che “ascoltare con attenzione, empatia, assenza di giudizio può aiutare le persone a riacquistare speranza - aggiunge -. Sono spesso piccoli gesti di attenzione all’altro che consentono di creare significative relazioni di fiducia. La comunità professionale degli assistenti sociali si associa al richiamo dell’Associazione internazionale per la prevenzione dei suicidi quando afferma di prendersi un minuto per parlare con qualcuno nella nostra comunità, un membro della nostra famiglia, un amico, un collega o anche una persona sconosciuta. Questo gesto potrebbe cambiare la traiettoria di una vita”.  

 

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