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I musei di Bologna nelle fotografie di 15 ragazzi con disabilità intellettiva

Seconda edizione per #Vadoalmuseo, l'iniziativa della Fondazione Dopo di noi per aumentare l'autonomia dei giovani nella gestione del tempo libero. Visite in 5 musei cittadini e laboratori per rielaborare gli scatti. Al via il crowdfunding su ideaginger per sostenere il progetto

12 settembre 2018

BOLOGNA – Accrescere l'autonomia dei giovani con disabilità intellettiva nella gestione del tempo libero e vivere un'esperienza nuova e gratificante. È l'obiettivo di #Vadoalmuseo, il progetto ideato e curato da Paola Bartoli per la Fondazione Dopo di noi Bologna giunta alla seconda edizione: nel 2016 la prima sperimentazione ha coinvolto i -musei appartenenti al Sistema museale di ateneo di Bologna, una quindicina di giovani con disabilità intellettiva e l'Associazione Mirada di Ravenna che ha seguito la realizzazione della guida a fumetti insieme ai partecipanti. “Quest'anno il linguaggio che abbiamo scelto è la fotografia – racconta Lucia Alvisi della fondazione – grazie alla collaborazione con Spazio Labo', realtà che si occupa della diffusione della cultura fotografica in città”. Quest'anno i musei coinvolti fanno parte dell'Istituzione Bologna Musei e sono il Museo della musica, il Mambo (Museo di arte moderna di Bologna), il Museo per la memoria di Ustica, il Museo civico archeologico e il Museo del patrimonio industriale. “La sfida è dimostrare come sia possibile immaginare il tempo libero delle persone con disabilità come un tempo libero di qualità, offrendo occasioni di arricchimento sociale e culturale”, dice Tiziana Roppoli, pedagogista della Fondazione Dopo di noi. Fino al 18 gennaio 2019 è possibile sostenere il progetto attraverso un crowdfunding on line.

La prima tappa del percorso è stata l'8 settembre al Museo della musica dove un mediatore culturale ha accompagnato il gruppo nella visita. “I ragazzi si sono divertiti ed erano molto curiosi – continua Alvisi – Essendo la prima uscita erano molto focalizzati sul fare fotografie e si distraevano un po' dal resto”. Lo strumento scelto per scattare le immagini è lo smartphone, “solo uno ha scelto di utilizzare una macchina fotografica reflex, gli altri hanno optato per il telefono. È anche un modo per sviluppare le loro capacità nell'utilizzarlo e imparare funzioni nuove”. Dopo ogni visita è previsto un laboratorio tenuto da Eleonora Ondolati, fotografa e docente di Spazio Labo', per rielaborare quanto visto in modo creativo. L'obiettivo è realizzare un cofanetto per raccogliere le fotografie realizzate dai ragazzi: cartoline che potranno essere sfogliate, inviate o incorniciate e che saranno presentate in una mostra. (lp)

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