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Il servizio civile raccontato dai protagonisti: i volontari realizzano uno spot

Silvia, Sara, Andrea, Phil Angel e Jasmin sono i 5 volontari del servizio civile protagonisti del nuovo spot istituzionale che presenta il Bando nazionale 2018, ma oltre a questo ne sono soprattutto gli ideatori, avendo vinto il concorso ad hoc indetto dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale

13 settembre 2018

ROMA - Prestano servizio presto lo Spazio Giovani Onlus di Lissone (Monza-Brianza), o meglio, lo prestavano dato che al momento del nostro incontro erano al loro ultimo giorno di progetto. A Redattore Sociale raccontano che l’idea dello spot, in cui li si vede raccontare le attività del loro servizio civile che hanno a che fare con altri giovani, ma anche bambini ed anziani, nasce da un confronto partito durante la loro formazione e proseguito poi valorizzando le conoscenze artistiche di ciascuno di loro. “Volevamo far conoscere il servizio a partire dalle nostre vere attività, far capire che è un’esperienza concreta, pratica, ma grande nei risultati che può raggiungere per noi giovani e per i destinatari dei progetti”, ci dice Phil Angel. 

“Nello spot ci si vede raccontare agli altri il nostro vissuto quotidiano attorno al tavolino di un bar, alla fine di una nostra giornata di servizio. E’ quello che veramente ci è successo in questo nostro ultimo anno, ed è venuto naturale usarlo come ambientazione della nostra storia. Ci siamo fatti aiutare da chi di noi aveva più competente artistiche e nel montaggio video. E’ stato un vero lavoro di gruppo, anche se poi in video appariamo solo noi e il regista nei panni del barista”. 

“Ognuno di noi ha conosciuto il servizio civile in maniera diversa - ricorda Sara -, chi nel passaparola di un amico, chi con una mail dell’Informagiovani, chi dal fratello gemello che lo aveva svolto, chi anche da suo padre che ha fatto l’obiettore di coscienza. Indipendentemente da questo per noi è stata un’esperienza entusiasmante, da cui abbiamo imparato tutti molto, e volevamo che passasse questa idea”. 

“Responsabilità”, “equilibrio”, “orientamento”, “maturità”, “arricchimento”, sono le parole che più si ripetono anche nei discorsi di Silvia, Jasmin e Andrea, che vengono tutti da storie personali diverse, ma da cui traspare l’entusiasmo sincero per un anno di servizio civile che effettivamente gli ha cambiato la vita. C’è chi dopo il servizio tornerà a studiare, chi invece ha capito in quale ambito lavorativo si vorrà impegnare, ma tutti dicono: “A noi giovani serve un’esperienza come il servizio civile che ci dia la possibilità di dare il meglio di noi, di metterci alla prova, anche nella possibilità di sbagliare. E’ un equilibrio continuo tra le nostre aspirazioni, le esigenze dei destinatari dei servizi e le attività dell’ente, che ci aiuta a crescere e ad avere più consapevolezza di noi”. “Aiutare gli altri migliora anche te - ci dicono alla fine i 5 volontari -. E la qualità del tempo che passi al servizio degli altri torna poi anche a te. Non sempre siamo riusciti a fare quello che volevamo, ma ce l’abbiamo messa tutta”. (FSp)

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