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Aggressioni agli assistenti sociali, Gazzi: "La misura ormai è colma!"

Dopo gli ultimi due fatti di cronaca di Nocera e Lanciano, chiesto l’intervento del ministro Bonafede. Il presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali: “Non bastano più solidarietà e vicinanza, servono impegni concreti per migliorare la sicurezza sul posto di lavoro”

15 settembre 2018

ROMA -  “Ancora aggressioni ad assistenti sociali con gli ultimi due casi, pochi giorni fa, registrati a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno e a Lanciano in provincia di Chieti. A Nocera Inferiore ad essere aggredito è stato un assistente sociale in servizio presso il Sert, mentre a Lanciano sono state due colleghe, durante un incontro protetto di due minori, ad essere aggredite dal padre di queste ultime e solo grazie all’intervento delle Forze dell’Ordine quest’ultimo episodio non ha avuto più drammatiche conseguenze”. A ricordare gli ultimi episodi di violenza perpetrati ai danni di assistenti sociali è Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali, che sottolinea come “il tempo della mera solidarietà e della sterile vicinanza alle persone colpite è finito. Sono sentimenti ed espressioni che non bastano più. Servono, invece, impegni concreti mettendo mano, con immediatezza, a tutte le iniziative organizzative e funzionali necessarie a migliorare le condizioni di sicurezza in cui operano i Servizi sociali”.

- “Ai colleghi e alle colleghe aggredite in questi ultimi episodi e a quelli che sono stati oggetto di intimidazioni, aggressioni verbali e fisiche in questi ultimi mesi – prosegue - esprimiamo riconoscenza e gratitudine perché, pur consapevoli della situazione di potenziale pericolo in cui si trovavano ad operare hanno continuato eroicamente a svolgere il loro lavoro con professionalità, passione e competenza”.
“La misura però – sottolinea ancora Gazzi - ormai è colma, come peraltro sottolineato dal sindacato di categoria. L’Ordine ha già attivato un intervento sul Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nella sua qualità di Ministro vigilante sulle professioni, affinché venga svolta un’azione forte e risoluta a tutela degli assistenti sociali. Sarà anche necessaria un’altrettanta azione educativa volta a sviluppare una nuova cultura della prevenzione che passa anche attraverso l’azione di segnalazione alla Magistratura – come, ad esempio, hanno ben fatto le colleghe aggredite a Lanciano – di ogni episodio volto a limitare con intimidazioni, minacce o aggressioni il corretto svolgimento della professione.”

“Purtroppo – denuncia Gazzi – questi episodi sono anche espressione delle condizioni difficoltà e di precarietà che caratterizza da troppo tempo, ed in misura crescente, il lavoro degli assistenti sociali. Ogni giorno, come professionisti, ci confrontiamo con delle persone fragili alcune delle quali - sbagliando - addebitano a questa figura professionale le crescenti difficoltà in cui versano i Servizi sociali che non sono messi nelle condizioni di rispondere alle aspettative dei cittadini e delle comunità più vulnerabili”.
Per Gazzi è importante ribadire che assieme alla necessità di investire sulla prevenzione dei rischi per tutto il personale è fondamentale che, quanto prima, vengano rinforzati i Servizi sociali con i fondi previsti dall’ultima legge di bilancio. Ulteriori ritardi non faranno che alzare la conflittualità da parte di tutti coloro che attendono risposte dalle istituzioni.

“Ecco perché, nei prossimi mesi – conclude Gazzi - la comunità degli assistenti sociali intensificherà la mobilitazione affinché siano riportate in primo piano il tema della sicurezza sul posto di lavoro e adottate tutte le misure necessarie - sia attive che passive - per garantire quel livello minimo di sicurezza che permetta il sereno svolgimento della delicata attività cui la figura dell'assistente sociale è preposta. L’impegno verso tutte le problematiche connesse alla sicurezza sul posto di lavoro non è più rinviabile. Ne va, oltre che della incolumità delle persone, anche della credibilità delle Amministrazioni e delle Istituzioni che non possono certo lasciare i propri dipendenti in balia della violenza di alcuni”.

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