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Migranti. Obiettivo raggiunto: oltre 20 mila euro per salvare il bar di Ventimiglia

Più di 600 donatori in meno di una settimana hanno inviato le loro donazioni alla piattaforma GoFundMe. La raccolta fondi resta aperta ancora per alcuni giorni. Tanti anche i messaggi di solidarietà. Delia: “Un piccolo miracolo”

20 settembre 2018

ROMA - Obiettivo raggiunto e superato. In meno di una settimana oltre 600 persone hanno donato per raggiungere i 20mila euro richiesti per “salvare” il bar di Delia, la “mamma Africa di Ventimiglia”. Oggi pomeriggio infatti sulla piattaforma GofundMe il budget della raccolta fondi, lanciata il 13 settembre, è stato sforato. Il crowdfunding rimane aperto, si potrà continuare a donare anche nei prossimi giorni.

Delia, "Mamma Africa"

Oltre 600 donatori. Tanti i messaggi che hanno accompagnato le donazioni: c’è chi ha inviato 5 euro, chi 200. “Storie come queste danno speranza. Un abbraccio a Delia e ai suoi amici che hanno promosso questa bella iniziativa” scrive Mariangela, “E’ giusto farlo, oggi più che mai” aggiunge Luca, “Grande Delia. Siamo al tuo fianco in questa direzione ostinata e contraria” scrivono Simona e Walter.

“Un piccolo miracolo”. Per la proprietaria, Delia Buonomo, questa gara di solidarietà è un “ piccolo miracolo, che mi dà la spinta ad andare avanti. Tanta generosità va ripagata - commenta - vuol dire che c’è un’altra Italia che ha ancora il cuore che batte”.  Il bar Hobbit di Ventimiglia da anni è simbolo di solidarietà e accoglienza. Qui i migranti possono avere un pasto caldo, la possibilità di ricaricare il cellulare e di usare il bagno (attrezzato di spazzolini, dentifricio, sapone, pannolini, assorbenti e fasciatoio) senza obbligo di consumazione. I bambini hanno un angolo tutto loro, che Delia ha creato raccogliendo giocattoli usati. Il bar è spesso l’unico rifugio per i più vulnerabili, donne incinte, minori, vittime di tratta. Per questo Delia è diventata un punto di riferimento per i transitanti ma anche per i volontari e le organizzazioni solidali che nel suo bar oggi distribuiscono vestiti e scarpe, decifrano documenti, si cercano alloggi temporanei. Nel tempo, però il bar è stato anche preso di mira da chi è contrario all’accoglienza e il locale è messo al bando dai residenti, che lo boicottano e che lo hanno ribattezzato “il bar dei neri”. Nei mesi scorsi sono stati tanti anche gli insulti, le aggressioni e gli atti vandalici ai danni del bar. Per questo si era reso sempre più difficile sostenere economicamente l’attività ed era stata lanciata una raccolta fondi su GoFundMe. “La risposta della gente comune - spiega - mi fa enormemente piacere, farò di tutto per ripagare chi si sta mostrando così generoso con me”. (ec)

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