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L'impresa di Cimmino: 60 km in mare per il nuotatore disabile che sfida le barriere

La traversata da Ponza a Ventotene (durata 16 ore) era una delle tappe del suo giro del mondo a nuoto. Il nuotatore, privo di un arto inferiore, vuole richiamare l'attenzione pubblica sui diritti delle persone con disabilità e, in particolare, sul superamento delle barriere

21 settembre 2018

ROMA – Da Ponza a Ventotene a nuoto, con una gamba sola e un messaggio forte e chiaro: i diritti delle persone con disabilità devono essere rispettati. E le barriere devono sparire. Un messaggio che Salvatore Cimmino, nuotatore privo di un arto inferiore, sta portando in tutto il mondo, solcando i mari a nuoto e richiamando l'attenzione di cittadini e istituzioni. Ieri ha coperto una delle tappe laziali del suo lungo viaggio: 60 chilometri in 16 ore, da Ponza a Ventotene, per rilanciare richieste come l'attuazione dei Piani di eliminazione delle barriere architettoniche da parte dei comuni, politiche inclusive, equità nell'accesso alle cure, piena applicazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, aggiornamento dei Lea e del Nomenclatore tariffario degli ausili e delle protesi. 

Partito dall’isola di Ponza intorno alla mezzanotte del 19 settembre, è arrivato a Ventotene 16 ore dopo, nella splendida spiaggia di Cala Rossano che è recentemente stata resa accessibile alle persone con disabilità grazie all’adesione al Peba del Comune. Al suo fianco, l'associazione Luca Coscioni, che recentemente lo ha scelto come simbolo delle battaglie per le libertà civili, premiandolo con il riconoscimento “No Barriere” nel corso dell’ultimo Memorial Coscioni di Orvieto. 

Cimmino è il caparbio simbolo della battaglia alle difficoltà che affrontano ogni giorno le persone on disabilità, alle assurde prese con barriere architettoniche, sociali e culturali – dichiara Filomena Gallo, a nome dell'associazione - La sua grinta è la risposta a ogni discriminazione, affinché tutti possano beneficiare di pari diritti e opportunità. A livello politico – conclude Gallo - il Parlamento ha i numeri per continuare a conquistare riforme civili e di libertà”.

 

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