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Economia circolare, 118 storie raccontano l'Italia che cambia

Una app per fare correttamente la differenziata, una zuppa contro lo spreco di cibo, la "spa dei lombrichi", materiali ecosostenibili prodotti da batteri, un'oasi di bioarchitettura. Sono alcune tra le 20 esperienze più votate dal web per il concorso rivolto a giornalisti, scrittori e fotografi. L'11 dicembre la premiazione

22 settembre 2018

ROMA – Si chiama “Junker” ed è una applicazione gratuita per differenziare correttamente i rifiuti: basta inquadrare con lo smartphone il codice a barre del prodotto e sul display apparirà l'indicazione su come smaltire l'imballaggio. È stata creata dalla società Giunko e ha un database di circa 1,5 milioni di prodotti che sono stati mappati anche grazie alle segnalazioni degli utenti. La storia di questa app raccontata da Silvia Zamboni è una delle 20 più votate tra le 118 candidate al concorso “Storie di economia circolare” rivolto a giornalisti, videomaker, fotografi, scrittori, storyteller e a chiunque voglia raccontare storie di cambiamento nel mondo dell'economia in Italia. La votazione on line si è aperta il 9 luglio e si è conclusa il 20 settembre: le 5 storie più votate (sono stati più di 16 mila i votanti) di ogni categoria (scrittura, audio, foto, video) sono passate alla fase successiva, quella in cui sarà una giuria tecnica di qualità a scegliere i vincitori. I nomi dei finalisti saranno pubblicati a novembre e la premiazione si terrà l'11 dicembre a Roma.

In “Una zuppa contro lo spreco”, Lorenzo Ci racconta la nascita di “Disco Soupe”, eventi durante i quali a ritmo di musica si cucina e si mangia insieme cibo perfettamente commestibile che altrimenti sarebbe stato buttato via. A Firenze “Disco Soupe” arriva nel 2017 grazie a SenzaSpreco e dis.forme che, ispirandosi all'omonimo movimento internazionale, propone eventi di questo tipo nel territorio provinciale. Gli alimenti sono gli invenduti degli esercenti dell'area intorno a quella in cui si tiene l'evento, i partecipanti scelgono il menù, cucinano e offrono il pranzo a tutti gli avventori. Davide Lanzilao e Veronica Di Benedetto Montaccini hanno scelto di raccontare la storia di “Panta Rei”, associazione che si occupa di bioedilizia, educazione ambientale e sviluppo sostenibile a Passignano sul Trasimeno all'interno di 2 strutture agricole recuperate secondo i principi della bioarchitettura. Nei 162 ettari del centro di educazione allo sviluppo sostenibile Panta Rei lavora per diffondere buone prassi nella gestione dei beni comuni e stili di vita ecocompatibili. 

Altra storia è quella raccontata da Kami Fares: un'oasi di bioarchitettura spuntata a Corviale, borgata di Roma. L'idea a cui hanno dato vita Massimo e Clio è il calcio sociale. Così è nato il “Campo dei miracoli”, un'oasi inclusiva completamente costruita in bioarchitettura e premiata come la più ecosostenibile d'Italia. Tra le storie più votate ci sono anche “La spa dei lombrichi” (raccontata da Filippo Bellantoni e Francesca Della Giovampaola) ovvero il sistema che grazie ai lombrichi trasforma il letame di cavallo dei centri ippici in fertilizzante ricco di nutrienti per la terra, “Batteri in fermento” in cui Giancarlo Capodieci racconta la nascita di Biofaber, un materiale ecosostenibile prodotto dai batteri che si alimentano con scarti alimentari, “Oh mio oblò” in cui Roberto Vietti ed Emma Ramacciotti indagano sul consumo e lo smaltimento delle lavatrici, e tante altre.

Tra gli obiettivi di “Storie di economia circolare” c'è anche la realizzazione dell'Atlante italiano dell'economia circolare ovvero una piattaforma web interattiva che censisce e racconta le esperienze delle realtà economiche e associative impegnate ad applicare in Italia i principi dell'economia circolare. Sono già 160 le esperienze raccolte e mappate: in cima alla classifica c'è la Lombardia con il 20,6% delle esperienze censite, seguita dal Lazio (20%), Toscana (19%), Emilia-Romagna (10%), Veneto (5,3%). Roma è la città più virtuosa con 24 storie, seguita da Milano con 18, Bologna e Firenze con 7, Brescia, Genova e Pisa con 5, Catania, Salerno e Vicenza con 4. L'Atlante è promosso da Ecodom, il principale Consorzio italiano per il recupero dei Raee e Cdca, il primo Centro di documentazione sui conflitti ambientali in Italia. (lp)

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