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Giorno del Dono 2018, al via le iniziative. A Milano si parla di beni comuni

Partito da Milano il 3° Giro dell'Italia che Dona, rassegna nazionale con oltre 180 iniziative, che culminerà nella celebrazione del Giorno del Dono 2018, il prossimo 4 ottobre. "Vogliamo raccontare il volto migliore del Paese"

21 settembre 2018

MILANO - Storie di beni comuni recuperati e rigenerati che sono un dono per il territorio: stazioni, scuole, piazze, parchi, sentieri, curati nell'interesse generale, grazie all'impegno attivo dei cittadini-volontari e alle loro donazioni in tempo, competenze professionali e mezzi. Storiei che sono  state al centro dell'appuntamento di oggi  a Milano da dove è partito il 3° Giro dell'Italia che Dona, rassegna nazionale che culminerà nella celebrazione del Giorno del Dono 2018, il prossimo 4 ottobre.  Più di 180 iniziative organizzate da Comuni, organizzazioni non profit, imprese e accomunate dal filo conduttore del dono, che punteggiano la mappa di tutto il Paese e compongono un fitto calendario di appuntamenti da oggi al 7 ottobre.

“Anche quest’anno vogliamo raccontare il volto migliore del Paese, quello che nelle difficoltà non dimentica il valore del dono” – ha dichiarato il presidente IID Edoardo Patriarca in apertura dei lavori. “È un movimento attivo e copioso: dalle scuole, i Comuni, le associazioni e le imprese che partecipano al #DonoDay2018 organizzato dall’IID, agli enti capaci di valorizzare i nostri territori con gli interventi promossi da Fondazione Cariplo”. "Con lo strumento del bando Emblematici Provinciali Fondazione Cariplo ha deciso di investire sulla sfida della Cura e della Rigenerazione dei Beni Comuni” – sottolinea infatti Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione. “Si tratta di cogliere un’opportunità di innovazione e sperimentazione che può aprire la strada a modelli integrati e partecipati di gestione di bisogni e risposte delle nostre comunità. Questa iniziativa vede le Fondazioni di Comunità in prima linea, come piattaforme di attivazione e cooperazione tra cittadini, ente pubblico, terzo settore e imprese su temi quali l’assistenza sociale, la promozione della cultura e la tutela dell’ambiente. Il comune denominatore è un nuovo paradigma di condivisione e di corresponsabilità che mira alla sostenibilità e permette una strategia condivisa di azione e di impatto su tutto il nostro territorio di riferimento.”

Enti privati che operano dal 1998 con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle comunità e promuovere al loro interno la cultura del dono, della partecipazione e della solidarietà, le Fondazioni di Comunità – da poco divenute 16 con la costituzione della Fondazione di Comunità di Milano Città, Sud Ovest, Sud Est e Adda Martesana – sono antenne attive sul territorio, fondamentali per la realizzazione dei progetti mediante il sostegno alla costruzione di reti solidali. La cura e valorizzazione di Beni Comuni abbandonati o degradati è stata inserita per il triennio 2016-18 tra i temi del bando Emblematici Provinciali, che Fondazione Cariplo dedica alle iniziative in grado di produrre un impatto significativo sulla qualità della vita e sullo sviluppo del territorio di riferimento. Come ha illustrato Filippo Petrolati, referente del progetto Fondazioni di Comunità, sono oggi 15 i progetti avviati in quest’ambito.

Si tratta, in sostanza, di un dono che le comunità rivolgono ai propri territori. Un fenomeno in crescita, come rilevato da Labsus, il laboratorio per la sussidiarietà il cui presidente Gregorio Arena ha esortato: “Dobbiamo continuare a coltivare una società fondata sulla cura e concepire l’Italia come un bene comune, che come tale è per definizione fragile e condiviso”. Ad aprire una rassegna di alcuni dei progetti già in corso è stato Domenico Peluso del Consorzio Forestale Lario Intelvese, che col supporto della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca sta valorizzando la tradizione agricola della sponda occidentale del Lago di Como con il recupero di alpeggi e terrazzamenti tra Cernobbio, Laglio e Tremezzina. L’obiettivo non è solo il coinvolgimento della comunità, ma anche la prevenzione del dissesto idrogeologico. A Seveso, la Fondazione della Comunità Monza e Brianza collabora con Natur&-onlus, che sin dal 2000 gestisce gli spazi di Villa Dho, centro assistenziale e culturale aperto alla cittadinanza. Con l’intervento in atto – ha sottolineato la direttrice Gemma Beretta - sarà ristrutturata la Casa del Custode, disabitata da dieci anni e destinata all’uso abitativo e di accoglienza nella rete del privato sociale. A Brescia, infine, la Fondazione della Comunità Bresciana ha sposato l’obiettivo di creare “Un rifugio e un bosco per tutti” nel territorio del Rifugio Valle Mompiano, di proprietà della Bobo Archetti Fondazione onlus. Il presidente Marco Palamenghi ha ripercorso la storia dello stesso rifugio e della polveriera militare attigua, in abbandono da più di 30 anni, che diverranno spazi funzionali e aperti ai cittadini.


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