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Ebola in Congo, 155 bambini orfani o soli: "A rischio di stigma e abbandono"

Hanno perso uno o entrambi i genitori e le persone che se ne prendevano cura o sono rimasti separati dai parenti in isolamento nei centri di cura: tanti quelli monitorati da Unicef dopo l’ultima epidemia in Congo. "La perdita di un genitore, un'esperienza sconvolgente"

22 settembre 2018

ROMA - Sono 155 i bambini rimasti orfani o non accompagnati in seguito all’ultima epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo orientale. Un dato che comprende i bambini che hanno perso uno o entrambi i genitori, o le persone che se ne prendevano cura, a causa dell’Ebola, e anche coloro che sono rimasti non accompagnati mentre i loro parenti sono in isolamento nei centri di cura per l’Ebola. Lo rivela l'’Unicef che con i suoi partner ha rintracciato e monitorato i bisogni  di questi bambini. "I bambini che hanno perso un genitore a causa di Ebola sono a rischio di stigmatizzazione, isolamento o abbandono, - si legge in un nota - in aggiunta all’esperienza di aver perso una persona amata o una -persona che si prende cura di loro. Questi bambini, insieme a coloro che sono rimasti soli mentre i loro genitori ricevono cure ospedaliere, sono particolarmente vulnerabili". “La perdita di un genitore o di una persona cara può essere un’esperienza profondamente sconvolgente per un bambino”, ha dichiarato Gianfranco Rotigliano, rappresentante dell’Unicef nella Repubblica Democratica del Congo. “Il nostro obiettivo è quello di proteggere e assistere tutti i bambini colpiti dal virus dell’Ebola. Mentre l’epidemia continua, continueremo a coordinarci con i nostri partner per assicurare il loro benessere fisico, emotivo e psicologico”.

Sono bambini con bisogni differenti ricorda l'organizzazione perchè un neonato che ha perso sua madre ha bisogni diversi rispetto a un bambino in età scolare. Il supporto offerto include assistenza psicosociale, cibo e aiuti materiali, e supporto per reinserirsi a scuola. I112 fra i bambini rimasti orfani o non accompagnati sono in età scolare e  si è lavorato  per farli ritornare a scuola. “Rientrare a scuola è essenziale per i bambini rimasti orfani o non accompagnati”, ha dichiarato Rotigliano. “Porta stabilità, un senso di appartenenza alla comunità e speranza per il futuro”. I bambini sono fortemente colpiti dall’epidemia di ebola in corso nella Repubblica Democratica del Congo orientale, in particolare quelli rimasti orfani o non accompagnati. 

Dall’inizio dell’epidemia di Ebola, l’Unicef ha formato 219 operatori psicosociali per identificare rapidamente i bisogni specifici dei bambini orfani e non accompagnati e fornire loro assistenza; fornito cibo e assistenza psicosociale ai 155 bambini rimasti orfani e non accompagnati nelle aree colpite di Beni, Mangina, Makeke e Butembo; fornito materiali scolastici e uniformi per i 112 bambini in età scolare rimasti orfani e non accompagnati a causa dell’Ebola e pagato le loro rette scolastiche; impiegato sette nutrizionisti per assistere i bambini rimasti orfani e non accompagnati nei centri di cura per l’Ebola; sensibilizzato 3.163 dirigenti scolastici e insegnanti in 326 scuole per supportare il reinserimento dei bambini colpiti dalla malattia e per evitare la stigmatizzazione.

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