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Firenze, 7 profughi pachistani per strada da 50 giorni

Sono arrivati in Italia dall’Afghanistan, via terra, a bordo di auto e camion. Adesso chiedono di avviare la richiesta d’asilo alle autorità. “Ma nessuno vuole riceverci”. E protestano sotto la Prefettura

24 settembre 2018

FIRENZE - Sono arrivati in Italia dall’Afghanistan, via terra, a bordo di auto e camion. Da quasi due mesi dormono per strada, a Firenze, tra piazze, giardini e stazioni. E’ la situazione di 7 profughi pachistani. Quasi quotidianamente, i migranti pachistani si presentano agli uffici della Questura e della Prefettura per avviare le pratiche per la richiesta di asilo politico. Eppure, spiegano loro, “nessuno vuole riceverci”. I ragazzi asiatici non hanno con sé i documenti, perché hanno dovuto buttare il loro passaporto durante il viaggio. 

- Non sono semplici le condizioni di vita di questi ragazzi, già provati e vulnerabili dopo un lunghissimo viaggio dal loro Paese d’origine, da cui sono scappati per instabilità politica e povertà. Lunedì mattina i migranti sono tornati nuovamente sotto la Prefettura di via Giacomini, a Firenze, per un presidio di protesta pacifico. Sono rimasti a lungo seduti in cerchio di fronte ai cancelli d'ingresso. Al momento, nessuno li ha ricevuti.

In questi giorni, si stanno interessando alla loro vicenda Medu, Asgi e il gruppo politico SI Toscana a Sinistra. A denunciare la situazione, i consiglieri regionali di SI, Tommaso Fattori e Paolo Sarti. "Non capiamo la ragione di un simile comportamento da parte delle autorità, dato che presentare richiesta di protezione è un diritto previsto dalla normativa internazionale e nazionale. La debole spiegazione che è stata fornita non ci soddisfa affatto – proseguono – si sostiene che i ragazzi debbano richiedere un domicilio per poter presentare la richiesta d’asilo. Ma questo, come ha ben ribadito l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, non solo non è previsto da nessuna norma, ma va anche contro ogni logica, dato che il loro domicilio dovrebbe essere proprio il centro d’accoglienza a cui gli viene impedito di accedere”. Dalla Prefettura fanno sapere che, finchè i migranti non saranno identifiati dalla Questura, non potrà essere attivata l'accoglienza nei Cas.

 

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