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“Esserci, conoscere, costruire”: torna il Summit delle diaspore

La seconda edizione del summit si svolgerà in 12 città italiane. Sono previsti incontri, moduli di formazioni frontali e a distanza (Fad), eventi culturali. La viceministra Del Re: “Migrare è naturale, stare a casa propria diritti di tutti”. Dioma: “Obiettivo cambiare la narrazione sulle migrazioni”

25 settembre 2018

ROMA - "Oggi le migrazioni vengono presentate come un grande problema; per me l'aspirazione a migrare è naturale nell'essere umano, ma stare a casa propria è un diritto di tutti". Lo ha detto la viceministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Emanuela Del Re, durante la conferenza stampa di presentazione della prossima edizione del Summit nazionale delle Diaspore, che si è svolta oggi nella sede romana dell'agenzia Dire. "L'Italia investe politicamente sulle diaspore - prosegue - lavorare con le diaspore vuol dire parlare molti linguaggi diversi e avere una visione prismatica del mondo, significa lavorare sulle nuove generazioni e investire sul futuro nei paesi di origine, cercare di far si' che ci sia una vita migliore per tutti"

- La seconda edizione del summit si svolgerà nelle 12 città italiane dove più alta e attiva è la presenza di migranti imprenditori e associazioni di stranieri. Da ottobre a dicembre sono previsti incontri, moduli di formazioni frontali e a distanza (Fad), eventi culturali, un sito web di informazione e la possibilità di creare sinergie e progettualità non solo a livello nazionale, ma anche su scala internazionale, nei Paesi di origine dei partecipanti al progetto. Tutto questo al fine di rafforzare le conoscenze e le competenze delle diaspore, contribuire alla definizione di una nuova narrativa sulle migrazioni e favorire una rappresentanza inclusiva e attiva delle diaspore nella Cooperazione italiana allo sviluppo. Ad aprire i lavori Cleophas Adrien Dioma, coordinatore del progetto."La formazione delle comunità straniere in Italia, a livello sia associativo che imprenditoriale, è tra le principali novità di questa seconda edizione del Summit. Ci siamo resi conto che questi attori conoscono poco la legge. Noi ci proponiamo di dare loro gli strumenti giusti per permettergli di fare cooperazione - spiega Dioma. Altra novità rispetto all'edizione dello scorso anno, prosegue Dioma, è il percorso di ricerca per cambiare la narrativa sull'immigrazione, a partire da "storie di normalità". "A volte - sottolinea il coordinatore - si parla solo di chi arriva con i barconi, o dei migranti che combinano guai e si dimenticano i tantissimi nuovi italiani che hanno figli, che crescono e studiano, che hanno dei sogni". Un obiettivo che il Summit cercherà di raggiungere "anche attraverso diversi eventi".

Lo slogan scelto per il Summit è  "Esserci - conoscersi - costruire”. "Vogliamo esserci, perché la presenza attiva di imprenditori e associazioni di migranti é spesso offuscata da una narrazione solo negativa e passiva delle migrazioni, che nuoce a tutti - afferma Dioma. Conoscersi, perché in Italia ci sono oltre 2100 associazioni di migranti espressioni delle diaspore (dati del ministero del Lavoro e delle politiche sociali). E vogliamo costruire, perché attraverso il networking l'impatto della nostra azione cresce, sia in Italia che nei nostri Paesi di origine, soprattutto grazie al ruolo che possiamo avere come attori della Cooperazione italiana"

Alla presentazione dell’evento ha partecipato anche Emilio Ciarlo, responsabile Rapporti istituzionali e comunicazione dell'Aics.  "Il ruolo delle associazioni delle diaspore è un tema prioritario per l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo - spiega -. Riconosciamo nelle diaspore una risorsa strategica che riveste un ruolo chiave nello scambio economico, culturale e sociale tra Paesi. Molte associazioni delle diaspore svolgono attività di solidarietà internazionale e cooperazione, promuovendo le relazioni tra l'Italia e i Paesi emergenti, aiutando lo sviluppo locale e contribuendo anche alla riduzione della pressione migratoria".

ll progetto Summit nazionale delle diaspore 2018-2019 è finanziato dall'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, le Fondazioni For Africa Burkina Faso e la Fondazione Charlemagne. È realizzato in partnership con il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, con il gruppo Migrazione e sviluppo del Consiglio nazionale per la cooperazione allo Sviluppo (Cncs) e con Studiare Sviluppo. Ha inoltre il supporto tecnico di CeSPI e Associazione Le Reseau. Questi soggetti hanno fortemente voluto la seconda edizione e contribuiscono attivamente alla sua realizzazione, condividendo la visione dell'attuale legge sulla Cooperazione allo Sviluppo (125/14), che promuove la partecipazione del settore privato e delle comunita' migranti come attori di sviluppo nei Paesi emergenti.

Secondo Stefania Mancini, consigliere delegato della Fondazione Charlemagne il Summit delle diaspore è uno dei pochi progetti che, nonostante i cambiamenti, sta andando avanti in maniera coerente. “Le azioni territoriali intorno al Summit sono importanti, è importante fare da ponte - spiega -. Lo slogan dice: esserci, conoscere, costruire. Ecco, ora noi siamo nella fase della conoscenza e dobbiamo fare da ponte tra rappresentanti delle diaspore, il mondo delle fondazioni e quello delle ong. Il costruire è tutto da farsi ma stiamo andando avanti in maniera coerente”.   

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