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“Né soldi né vendetta, solo giustizia”. Il grido di Roberto, padre di un giovane morto sul lavoro

Il discorso è stato pronunciato da Roberto e Giulia Rossini, padre e sorella di Fabio, morto a 21 anni sul lavoro a Signa, durante un convegno a Firenze promosso da Cgil, Cisl e Uil

26 settembre 2018

_ FIRENZE - “Non vogliamo né soldi né vendetta. Niente può renderci nostro figlio ma come tutti vogliamo giustizia, vogliamo sapere perché sia potuta succedere una cosa del genere. A tutt’oggi non sappiamo ancora come è stato esattamente l’incidente e soprattutto non abbiamo più avuto notizie dell’indagine e se e quando ci sarà il processo. Togliere i figli ad una famiglia e ad una comunità significa toglierci il futuro e la speranza, per questo bisogna fare in modo che queste cose non succedano più”.

E’ il grido disperato di Roberto e Giulia Rossini, padre e sorella di Fabio, morto a 21 anni sul lavoro a Signa lo scorso 28 aprile. Un discorso pronunciato oggi nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, con gli spettatori che si sono commossi, si sono alzati in piedi e hanno applaudito. E’ accaduto nell’ambito del convegno “Al lavoro in sicurezza” organizzato da Cgil-Cisl-Uil Firenze. I tre sindacati, convinti che “non bisogna occuparsi di salute e sicurezza sul lavoro solo con un approccio emergenziale”, hanno chiesto a categorie e istituzioni “una battaglia comune ancora più forte per garantire l’incolumità di chi lavora, una battaglia che sia di tutti, lavoro, imprese, istituzioni e perché no anche cittadini, che con senso civico possono segnalare. Ciascuno con le sue funzioni e competenze ma tutti con un progetto strategico condiviso”.

Questo, anche a partire da esperienze già in campo come il Protocollo sugli appalti e il tavolo di monitoraggio in Prefettura.
Prima del convegno (a cui sono intervenuti l’assessore al lavoro Federico Gianassi ed esponenti di Asl settore Pisll - Prevenzione Igiene e Sicurezza nei luoghi di lavoro -, Inps, Cna, Confindustria e Confesercenti), nell’Arengario di Palazzo Vecchio si è svolta una cerimonia in ricordo delle vittime sul lavoro, osservando un minuto di silenzio e componendo - con degli elmetti antinfortunistici - il numero dei morti sul lavoro secondo i dati Inail nei primi 8 mesi del 2018 in Italia, cioè 713.

 

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