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Addio a Emiliano Mancuso, sguardo di rara sensibilità sul sociale

Fotografo e videomaker, ha fatto emergere storie di marginalità e disagio con delicatezza e profondità. Il suo ultimo lavoro, “Le Cicale” racconta le difficoltà di alcuni anziani che hanno perso la casa. Precedentemente aveva realizzato “Felix”, il diario di una casa famiglia per minori e “Stato d’Italia” sulla crisi economica e sociale

27 settembre 2018

ROMA - Il mondo della fotografia ha perso un’importante presenza: è morto Emiliano Mancuso, fotografo e videomaker di rara sensibilità nel raccontare il sociale, meritevole di aver fatto emergere storie di marginalità e disagio con delicatezza e profondità. Rappresentato dall’agenzia Contrasto, ha lavorato con importanti testate nazionali e internazionali, collaborando in più occasioni anche con l’agenzia stampa Redattore Sociale. Nel corso della sua carriera fotografica si è appassionato al documentario, realizzando insieme a Federico Romano “Le cicale”, prodotto da Giulia Tornari per Zona. Il lavoro, presentato nel 2018, racconta le difficoltà di alcuni anziani, che hanno perso la casa, vivono con la pensione minima o sono troppo vecchi per trovare un lavoro e troppo giovani per diventare pensionati. 

Diario di Felix

Nel 2014 Mancuso ha realizzato “Felix”, il diario di un anno in una casa famiglia per raccontare le storie invisibili di Valerio, Giuseppe, Ismael, Saleem e gli altri ospiti della comunità per minori di Torrespaccata, nella periferia della Capitale. Ragazzi inviati dal Tribunale dei minori, che hanno alle spalle storie complesse e difficili: stranieri arrivati in Italia senza tutele e accompagnamento, oppure italiani allontanati dai genitori, molto spesso per le violenze subite. Nello specifico si tratta, di un lavoro multimediale (composto da un blog, un reportage fotografico e un film documentario) che il  fotogiornalista ha portato a termine in collaborazione con l’associazione Parsec e l’associazione Zona. 

Roma. Via dei Fori Imperiali
Stato d'Italia di Emiliano Mancuso - foto 1

 Precedentemente Mancuso aveva lavorato a Stato d'Italia”, un viaggio lungo tre anni attraverso l'Italia della crisi economica e sociale, dagli sbarchi di Lampedusa alla crisi nel nord est, dalla vita a Montecitorio ai fatti di Rosarno. I protagonisti degli scatti erano i minatori cassintegrati del Sulcis, i ragazzi delle periferie di Taranto, gli insegnanti precari, i migranti di Rosarno stipati nei casolari fatiscenti e abbandonati o in ex fabbriche dismesse, le famiglie italiane e immigrate senza casa o in attesa dell’assegnazione di un alloggio popolare che vivono nell’ex area industriale “Fiorucci” a Roma.

© Copyright Redattore Sociale

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