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Massa, Arci: "Se chiude lo Sprar, 17 migranti a carico dei servizi sociali"

Dopo la decisione del sindaco leghista di interrompere lo Sprar, 9 migranti a Massa e 8 a Carrara rischiano di restare per strada. L’Arci gestisce le strutture e dice: “Prendiamo atto della decisione politica, ma c’è un problema di tutela dei diritti. E 4 migranti sono malati"

28 settembre 2018

FIRENZE – Una lettera al sindaco per scongiurare il rischio della strada per i migranti in uscita dallo Sprar. A scriverla è l’Arci di Massa, dopo che il primo cittadino ha deciso, a partire dal 1 ottobre, la chiusura dello Sprar, gestito appunto dall’Arci. “A Massa abbiamo 9 migranti nello Sprar, e altri 8 sono presenti a Carrara, che ricade nell’ambito dello Sprar ci cui è capofila Massa. Questo significa che, nei prossimi giorni, 17 migranti rischiano di restare per strada. Due di loro sono in carico al sistema sanitario per gravi problemi di salute fisica, altri due sono in cura per problemi psichiatrici”. 

Il Comune di Massa, a trazione leghista, interromperà i fondi Sprar dal 1 ottobre e ha dato 15 giorni di tempo all’Arci per chiudere definitivamente la struttura. Lo stesso sindaco, intervistato da Redattore Sociale, a proposito dei migranti con fragilità ha detto: “Siamo vicini umanamente a queste persone – ha chiosato il sindaco – ma politicamente confermiamo la linea del Ministero dell’Interno e saranno gli ospedali pubblici a prendersi in cura i migranti malati”.  

Per Matteo Bartolini dell’Arci, la decisione del sindaco è surreale: “Così facendo, il sindaco si priva delle risorse statali per la gestione degli Sprar. La conseguenza naturale sarà che i migranti fuoriusciti dallo Sprar, quasi tutti con status di rifugiato, saranno a carico del servizio sociale comunale. E’ una decisione politica e ne prendiamo atto, ma c’è un problema di tutela dei diritti delle persone”. La chiusura dello Sprar arriva proprio in un momento in cui i migranti stavano svolgendo corsi di formazione professionale, tirocini, alcuni dei quali molti vicini ad essere inseriti in alcune aziende e cooperative agricole del territorio.

 

 

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