:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Aquarius, migranti sbarcati a Malta. Unhcr: no alla riduzione dei soccorsi

Saranno accolti da Francia, Spagna, Germania e Portogallo. L'Unhcr plaude a Malta per la soluzione della vicenda ma al contempo esprime preoccupazione per le crescenti incertezze sulle capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale

30 settembre 2018

ROMA - Sono sbarcati a Malta i 58 migranti che erano, dallo scorso 23 settembre, a bordo della nave Aquarius, gestita dalle ong Sos Mediterranée e Medici senza frontiere. Saranno accolti da Francia, Spagna, Germania e Portogallo. In merito a questa vicenda interviene l'Unhcr che in una nota "esprime gratitudine a Malta per la sua decisione di consentire lo sbarco, ponendo così fine dopo giorni di navigazione al calvario dei migranti". L’Unhcr inoltre "grato a Francia, Germania, Portogallo e Spagna che si sono offerti di ricevere queste persone una volta sbarcate a Malta". "La leadership e la solidarietà di tutti e cinque questi Paesi è stata la chiave per risolvere questa situazione e dovrebbe essere un esempio per gli altri prosegue la nota - . L'umanità, la compassione e l'incrollabile impegno a salvare vite e assicurare l'accesso alla protezione internazionale a chi ne ha bisogno devono essere al centro della questione di come l'Europa gestisce le sue frontiere, marittime e terrestri".  

box "L'Unchr continua a incoraggiare che siano stabiliti accordi prevedibili per l’area del Mediterraneo per lo sbarco delle persone soccorse in mare ed esorta gli Stati ad aumentare rapidamente i loro sforzi per migliorare questi accordi. In questo modo si potranno salvare vite umane. La soluzione di oggi è un successo per chi è a bordo dell’Aquarius, ma arriva tra le crescenti incertezze sulle capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. In questo periodo l'anno scorso, 5 Ong erano impegnate in operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. Nel 2017, le Ong hanno salvato oltre 46 mila vite secondo la Guardia Costiera Italiana. La revoca della registrazione dell'Aquarius è profondamente preoccupante e rappresenterebbe una drastica riduzione della capacità di ricerca e salvataggio proprio nel momento in cui dovrebbe essere intensificata. Il rafforzamento della capacità di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo centrale e lo sbarco in porti sicuri devono essere l'obiettivo di tutti", ha affermato l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi. "Stiamo parlando delle vite delle persone. Rifugiati e migranti non possono essere continuamente messi a rischio mentre gli Stati dibattono sulle loro reciproche responsabilità". L'Unhcr continua a chiedere con forza di aumentare la capacità di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo centrale e di lasciare spazio alle Ong affinché contribuiscano in modo coordinato a tali sforzi. Questa è una responsabilità collettiva e salvare le vite la preoccupazione prioritaria". 

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa