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Ingegnere pisano scomparso in Africa. I familiari: “Sequestrato dalla dittatura della Guinea”

L’italo guineano Fulgencio Obiang Esono, cittadino italiano e oppositore del regime africano, potrebbe essere stato sequestrato dai servizi segreti della Guinea Equatoriale, una delle più feroci dittature del mondo.

05 ottobre 2018

FIRENZE – Potrebbe essere stato sequestrato dai servizi segreti della Guinea Equatoriale, una delle più feroci dittature del mondo. Sono ore di apprensione per i familiari di Fulgencio Obiang Esono, ingegnere guineano che vive a Pisa da trent’anni e ha ottenuto la cittadinanza italiana. Era partito lo scorso 18 settembre per il Togo, dove aveva ricevuto un’offerta di lavoro. “Vado via quattro giorni e torno a Pisa” aveva detto a sua sorella che vive a Pisa. Appena atterrato a Lomè, ha mandato alla sorella un messaggio vocale. “Il viaggio è andato bene, ci sentiamo in questi giorni”. Da allora, nessuno l’ha più sentito. 

Fulgencio Obiang Esono è sparito nel nulla. Il timore, ormai quasi una certezza per i familiari, è che l’uomo possa essere stato rapito dai servizi segreti del suo Paese, la Guinea Equatoriale, una delle più feroci dittature del mondo. A preoccupare i suoi familiari, è il fatto che Fulgencio fosse un oppositore politico della dittatura, criticandola espressamente sui social e organizzando riunioni a livello europeo.

“Forse quell’offerta di lavoro era una trappola per rapirlo e sequestrarlo - racconta la sorella Maria Clara, che vive in Italia con la figlia – Il Togo è lontano dalla Guinea Equatoriale, ma il nostro regime opera ovunque. Potrebbero torturarlo, potrebbero ucciderlo, ogni minuto che passa potrebbe essere fatale. Potrebbe essere già morto”. A confermare i sospetti della sorella, che nei giorni scorsi ha denunciato la scomparsa alla Questura di Pisa, una chiamata dal cugino dalla Guinea. Come riportato dal Tirreno, il cugino ha effettuato una videochiamata senza parlare, per evitare di essere intercettato, mostrando un foglio con su scritto che Fulgencio era stato sequestrato e portato nella prigione di Black Beach, uno dei luoghi più temuti del Paese.

Il Governo italiano sta seguendo il caso con la Farnesina insieme all’ambasciata italiana in Camerun, competente anche per la Guinea equatoriale.

 

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