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Nobel per la pace al medico congolese Mukwege e alla testimone yazida Murad

Sono il ginecologo congolese Denis Mukwege e la testimone yazida Nadia Murad i vincitori del premio Nobel per la pace 2018. Mukwege cura le vittime di violenza sessuale nella Repubblica Democratica del Congo, Murad è una yazida irachena, attivista per i diritti umani, ex schiava sessuale dell’Isis

05 ottobre 2018

Sono il ginecologo congolese Denis Mukwege e la testimone yazida Nadia Murad i vincitori del premio Nobel per la pace 2018. L'annuncio e' stato dato a Oslo questa mattina. Mukwege cura le vittime di violenza sessuale nella Repubblica Democratica del Congo, mentre Murad è una yazida irachena, attivista per i diritti umani, ex schiava sessuale dei miliziani del gruppo Stato islamico, che nel suo villaggio uccise migliaia di persone. I due sono stati premiati "per i loro sforzi per mettere fino all'uso della violenza sessuale come arma in guerre e conflitti armati".

Cgil: "Esempio di coraggio per tutte le donne". “Da prigioniera dello Stato Islamico, torturata, seviziata e stuprata ad ambasciatrice Onu e vincitrice del premio Nobel per la Pace 2018. La straordinaria storia della giovanissima attivista irachena Nadia Murad è un esempio di coraggio e di intelligenza per tutte le donne”. Così la Cgil nazionale in una nota. E aggiunge:  “Oggi venticinquenne, Nadia è una ex schiava sessuale, rapita dai miliziani dell’Isis quando ne aveva diciannove. La sua terribile storia - prosegue la nota - è quella di tante altre bambine, ragazze, donne violentate e abusate dall'Isis, comprate e vendute più volte, vittime di ogni tipo di abuso sessuale, fisico e psicologico”. 

“La violenza sulle donne - aggiunge la Cgil - è da sempre la violazione dei diritti umani più diffusa, la più pervasiva e strisciante, definita dal Tribunale dell'Aja un crimine contro l'umanità. Per questo - sottolinea - l’assegnazione del Nobel a Nadia Murad rompe un vergognoso silenzio sullo stupro come arma di guerra, che da sempre rappresenta uno strumento specifico di terrore nei conflitti, ma per secoli omesso dai racconti ufficiali e tacitamente accettato. Nadia è  stata la prima a rompere il silenzio, a lei dobbiamo dire grazie”. (DIRE)

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