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Volontariato, da gennaio nasce il Csv unico del Lazio

Approvata la fusione tra Cesv e Spes. Nei mesi scorsi era stato definito anche lo statuto in base alle indicazioni del Codice del terzo settore. L’obietti è estendere ancora la presenza sul territorio, valorizzando in particolare la ricchezza delle piccole associazioni

09 ottobre 2018

ROMA - Venerdì 5 ottobre le affollate assemblee dei due centri di servizio per il volontariato del Lazio, Cesv e Spes, hanno approvato all’unanimità e in via definitiva la fusione dei due centri, dando mandato ai rispettivi organi di stipulare entro l’inizio di dicembre l’atto formale, i cui effetti giuridici avranno piena validità dal primo gennaio 2019. È già stato approvato anche il nuovo statuto, coerente con le indicazioni della riforma e del Codice del terzo settore. La fusione avviene per incorporazione: nasce così Csv Lazio, un unico centro regionale che risponderà ai bisogni di una regione con cinque province e quasi 6 milioni di abitanti, di cui 2 milioni e ottocentomila a Roma.

Il Centro è formato, inizialmente, da tutti soci di Cesv e di Spes e continuerà ad essere guidato dal volontariato. Il 2019 sarà un anno di sostanziale rinnovamento: l’unificazione infatti permetterà di ottimizzare le risorse e di condividere le esperienze e le competenze sviluppate nei primi vent’anni di attività, per rispondere ancora meglio ai bisogni di un territorio vasto e complesso. Uno degli obiettivi è di estendere ulteriormente la presenza del centro sul territorio della regione, per valorizzare la ricchezza del mondo associativo, in particolare di quel tessuto di piccole organizzazioni capillarmente presenti nelle comunità, e per attivare sempre più la cittadinanza.

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