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Incentivi ai medici Inps che revocano invalidità. "E' caccia alle streghe!"

Le associazioni denunciano il “conflitto d'interessi” e la “caccia alle streghe”, che sarebbero innescati dal Piano della performance 2018-2020, con incentivi alla riduzione del debito pubblico, anche revocando prestazioni assistenziali. Inps replica: “E' solo un incentivo collettivo a essere più efficienti”

10 ottobre 2018

ROMA – Incentivi per i medici commissari dell'Inps che contribuiranno alla riduzione del debito pubblico, anche revocando prestazioni assistenziali: è quanto prevede la Determinazione del presidente Boeri dello scorso marzo, che contiene il Piano della performance 2018-2020. La notizia è stata resa nota grazie alla nota critica diffusa, nei giorni scorsi, dall'Associazione nazionale medici Inps (Anmi), che “contesta questi obiettivi in quanto ritiene che alcuni siano incompatibili con le norme deontologiche (revoca di prestazioni di invalidità civile)”.
I dati ufficiali dell'Inps offrono la cornice nella quale questa nuova misura s'inserisce: entro il 31 dicembre, il taglio alle prestazioni assistenziali (malattia e invalidità) supererà gli 80 milioni di euro (esattamente 81.412.836), oltre 10 in più rispetto alla sforbiciata dello scorso anno: in questa operazione, i 517 medici-commissari dell'ente giocano certamente un ruolo decisivo.

- Non si è fatta attendere la reazione delle associazioni, con Ens che ha denunciato la “perversione giuridica” di questa “caccia alle streghe”, annunciando che “difenderà in ogni sede opportuna i diritti dei sordi, valutando la possibilità di una manifestazione sotto i ministeri competenti e/o sotto la sede dell’Inps”; e Anmic, che grida al “conflitto d'interessi” e chiede che “tale disposizione venga subito ritirata perché eticamente inaccettabile”. 

Dall'Inps, arriva però la replica, che consiste in alcune precisazioni: “Non c'è un privato interesse economico che si scontra con il dovere professionale di agire secondo scienza e coscienza, ma c'è un incentivo collettivo a essere più efficienti e scrupolosi nei giudizi medici e, soprattutto, nelle valutazioni relative al possibile mutamento della malattia”. Efficienza e scrupolo sono quindi le ragioni e lo scopo ultimo di questa misura, diretta principalmente a meglio identificare quali sono gli utenti che è più probabile vedano un mutamento in positivo della loro condizione di salute” e “migliorare l’efficienza delle attività di revisione delle prestazioni legate all’invalidità civile attraverso una migliore programmazione delle visite”. Inps fa sapere poi che l'incentivo previsto ammonta all'1,7% della retribuzione: anche per questo, “troviamo infine fortemente lesiva della professionalità dei medici Inps – conclude l'istituto - l'insinuazione secondo cui reagirebbero a questi incentivi non rispettando il codice deontologico, che ha da sempre ispirato ogni giudizio medico legale dell'istituto”. (cl)

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