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Erasmus per tutti, anche per i ragazzi con problemi cognitivi

Da dieci anni Centri di servizio per il volontariato organizzano programmi di mobilità europea per giovani con disabilità cognitiva o a rischio di emarginazione. Indagine di Superabile.it sulle storie, esperienze e numeri di chi ha colto questa opportunità

12 ottobre 2018

ROMA – Un’inchiesta sull’Erasmus per i ragazzi disabili, anche quelli con problemi intellettivi, un’intervista a Gioia di Biagio, artista fiorentina che convive con una malattia rara chiamata Ehlers-Danlos, autrice del libro autobiografico Come oro nelle crepe. Così ho imparato a rendere preziose le mie cicatrici, un foto-racconto sulla quotidianità di Carla in occasione della Giornata mondiale della spina bifida. E poi ancora: il caso dell’ospedale Santa Maria di Terni, entrato da poco nella rete nazionale Dama con il suo Centro accoglienza disabilità, lo sport, il tempo libero e tanta cultura. È uscito il numero di ottobre di Superabile Inail, la rivista sui temi della disabilità pubblicata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro consultabile anche online.

Copertina superabile ott2018

Da dieci anni, in Emilia Romagna e non solo, i Centri di servizio per il volontariato, con capofila quello di Rimini, organizzano programmi di mobilità europea per giovani con disabilità cognitiva o a rischio di emarginazione che frequentano le scuole professionali. Dalla Spagna all’Irlanda, tante le mete selezionate per la formazione. Perché ad andare all’estero non sono solo gli studenti universitari come Ewelina e mamma Sofia (entrambe in carrozzina). Tutto ciò è possibile perché l’obiettivo del Programma Erasmus+, gestito dalla Commissione europea e dai diversi Paesi partecipanti, è l’apprendimento continuo attraverso un’esperienza oltreconfine. Non importa se si frequenta un istituto professionale, un liceo, l’università, si lavora, si ha un bisogno speciale o una situazione economica disagiata. Ecco allora storie, esperienze e numeri di chi ha colto questa opportunità.


"A un certo punto ho deciso di non vergognarmi più delle mie cicatrici e di vederle come “tatuaggi di vita”, perché è come se avessi scritto un libro sul mio corpo: ogni cicatrice ha un nome, una data e una storia», confida Gioia di Biagio. Così ha deciso di raccontarsi nel volume autobiografico Come oro nelle crepe, che «significa ripercorrere le mie rotture come nell’antica arte giapponese del kintsugi che ripara le porcellane andate in frantumi, rendendole ancora più uniche e preziose. Tutto è cominciato quando mia sorella ha fatto cadere la statuetta della piccola sposa di ceramica, che rappresentava il mio matrimonio. Pensando a come rimediare, si è ricordata di aver letto un articolo su quell’antica tecnica giapponese. È lì che ho iniziato a pensare che anch’io potevo ricucire le mie ferite interne ed esterne con l’oro. Da qui è nata anche una performance – Io mi oro, ndr –, che sto portando in giro» per l’Italia. 

Ma sul numero di ottobre si parla anche del corpo invisibile delle donne disabili, dell’arciere senza una mano Kelmend Cekaj e di kitesurf per tutti grazie al circolo velico HangLoose di Gizzeria, vicino a Lamezia Terme (Catanzaro). Spazio poi alla cultura con le recensioni di serie tv, libri e film, in particolare The Good Doctor (medico con la sindrome del savant ora su RaiPlay), Il fiume della coscienza del neurologo e scrittore Oliver Sacks e Dont’worry, storia di un alcolizzato tetraplegico interpretato da Joaquín Phoenix. Senza dimenticare, infine, le curiosità: la pet-therapy con peluche robotizzati al Centro Villa Sormani di Cesano Boscone (Milano) della Fondazione Sacra Famiglia e il terzo posto di Chiara Bordi, 18 anni e una protesi alla gamba sinistra, a Miss Italia 2018. (mt)

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