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Lavoratori under 35 a maggior rischio infortuni: è la Giornata nazionale

In occasione della Giornata nazionale, Anmil elabora i dati Inail e confronta il periodo gennaio-agosto 2018 con lo stesso periodo del 2017. Calano lievemente gli infortuni sul lavoro (- 0,6%), ma aumentano le malattie professionali (+ 2,2%) e gli incidenti mortali (+ 4,5%)

14 ottobre 2018

ROMA – Calano lievemente gli infortuni sul lavoro, ma aumentano le malattie professionali e gli incidenti mortali: nel 2018, sono stati rispettivamente 419.400 (contro i 421.969 del 2017), 40.219 (ovvero il 2,2% in più rispetto al 2017) e 713 (a fronte dei 682 del 2018). Sono i dati del confronto tra il periodo gennaio-agosto 2017 e gennaio-agosto 2018, elaborato da Anmil sugli Own data Inail e diffusi oggi, in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, istituzionalizzata nella seconda Domenica di ottobre con D.P.C.M. nel 1998 su richiesta dell'Associazione, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica

La celebrazione principale quest’anno si tiene a Roma, con il Patrocinio di Roma Capitale, e vede la partecipazione delle massime istituzioni per fare il punto su quanto è necessario fare per diminuire il fenomeno infortunistico che vede colpiti in particolar modo i giovani. Dopo la Messa in memoria delle vittime del lavoro, che si è celebrata alla 8.30 nella Chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, alle 10 si è svolta la Cerimonia civile, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio.

“Per questa 68ª Giornata vogliamo rimarcare che la salute e la sicurezza sul lavoro sono una priorità per il futuro del nostro Paese e per le nuove generazioni – ha dichiarato il presidente nazionale dell’Anmil Franco Bettoni - in un momento storico in cui l’incertezza e la preoccupazione per il futuro sono diventate una costante, dopo anni di crisi che hanno avuto riflessi negativi sia a livello sociale che economico e, di conseguenza, anche sull’andamento del fenomeno infortunistico. Leggendo i dati Inail – ha aggiunto - si scopre che a partire dal 2015, con la ripresa dell’occupazione, le denunce d’infortunio sono cresciute dalle 637 mila unità circa alle 641 mila del 2017, con un incremento dello 0,6% - aggiunge Bettoni - e per il 2018, sembra profilarsi un andamento infortunistico in linea con questa tendenza. Tuttavia questa modesta crescita appare certamente rilevante e significativa se guardiamo l’età dei lavoratori che, nello stesso triennio 2015-2017, sotto i 35 anni risultano la categoria più a rischio, con un incremento di infortuni del 2,2% (da circa 167 mila a 191 mila), più che triplo rispetto a quello medio. Analogamente si mantengono su quote ancora molto elevate gli infortuni mortali di cui rimangono vittima i giovani”.

Di fronte a questi numeri, “ oggettivamente gravi, bisogna puntare alla diffusione della cultura della sicurezza e sulla formazione professionale – sottolinea il presidente – dove ciascuno può fare la propria parte e, certamente, un ruolo fondamentale lo riveste il mondo dei media che auspichiamo approfittino di questa occasione per dare il loro prezioso contributo”.

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