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Dimezzare gli infortuni sul lavoro in 5 anni: l'obiettivo di Anmil

Dal 2015 ad oggi, le denunce di infortuni sul lavoro sono aumentate dello 0,6%, con un picco del 2,2% tra gli under 35. Le proposte di Anmil: dati aggiornati, revisione della normativa sull'assicurazione per infortuni e malattie, creazione di strumenti per il reinserimento lavorativo degli invalidi del lavoro

14 ottobre 2018

ROMA - Dal 2015 ad oggi, le denunce di infortuni sul lavoro sono cresciute da 637 mila a 641 mila circa, con un incremento dello 0,6%. L'incremento ha riguardato soprattutto i giovani (lavoratori under 35), che nello stesso periodo hanno subito una crescita degli infortuni del 2,2%, segno che la precarietà e l’incertezza che caratterizzano il lavoro giovanile hanno effetti diretti anche sui livelli di sicurezza. Un fenomento preoccupante, su cui Anmil ha scelto di accendere i riflettori, in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, che ricorre oggi.

A fronte di questa situazione, Anmil fa sapere di voler urgentemente intervenire con iniziative mirate a “strutturare efficaci percorsi di formazione rivolti sia ai lavoratori che ai giovani studenti; proporre una formazione non meramente normativa, ma caratterizzata da un approccio metodologico nuovo, basato su un’analisi innovativa del rischio e sul valore della testimonianza di chi ha subìto un infortunio; lavorare, a partire dal ministero del Lavoro e dall’Inail, ad un progetto mirato a dimezzare gli infortuni e le morti sul lavoro nei prossimi cinque anni, attraverso un patto collaborativo tra istituzioni, imprese e parti sociali”. 

Le proposte. Anmil ritiene urgente intraprendere iniziative per il miglioramento della tutela assicurativa delle vittime di infortunio e delle loro famiglie. “Alla luce del consistente avanzo di gestione registrato dall’Inail, pari a ben 1.630 miliardi di euro – riferisce Anmil - si discute di una riduzione dei premi assicurativi a carico delle imprese: un passo giusto, che però deve essere accompagnato anche da interventi in favore dei lavoratori infortunati”. In particolare, occorre per Anmil provvedere al finanziamento degli interventi previsti dalla legge in tema di danno biologico e alla creazione di nuovi strumenti per il reinserimento lavorativo degli invalidi del lavoro”. A tal proposito, “il sistema attuale, disciplinato dal Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro, non ha purtroppo ancora riscosso il successo che ci si aspettava – osserva Anmil - e questo deve farci riflettere sull’opportunità di studiare diverse soluzioni, che trasformino il lavoratore da soggetto passivo a soggetto attivo nell’avvio del progetto di reinserimento”. 

Anml chiede anche con urgenza “dati sul collocamento mirato più aggiornati e costanti, dal momento che la Relazione al Parlamento sulla legge 68 contiene dati che si rivelano sempre troppo vecchi, anche in considerazione del ritardo con cui generalmente viene pubblicata. Si pensi che l’VIII Relazione, che si riferisce al 2014-2015, è stata resa nota solo a 2018 inoltrato – ricorda Anmil - ben due anni dopo la chiusura del biennio preso in esame e quattro anni dopo la VII Relazione”. Infine, Anmil chiede la “complessiva revisione, nel medio periodo, della normativa in tema di assicurazione per infortuni sul lavoro e malattie professionali, attualmente contenuta nel Testo Unico di cui al D.P.R. 1124 del 1965, che ormai sconta il limite dei suoi oltre 50 anni di vigenza e deve fare i conti con un mercato del lavoro improntato alla flessibilità in una società in continua evoluzione”.

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