:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Ucraina, soldati armati e mine ovunque: la crisi è senza fine

A quasi cinque anni dall’inizio delle tensioni tra il governo di Kiev e i separatisti filo-russi sostenuti da Mosca, nella regione orientale del Donbass la situazione umanitaria è critica, con la popolazione civile vittima inerte. In una delle zone più minate della Terra, il rischio è dietro l'angolo per 220 mila bambini

16 ottobre 2018

La guerra in Donbass, Ucraina Orientale, continua ad uccidere. È di pochi giorni fa, per esempio, la notizia di altri morti civili, tre adolescenti tra i 13 e i 15 anni, a causa di una mina esplosa a Gorlovka, in un’area che divide i filorussi dai soldati di Kiev. Ma è dal 2014 che questo conflitto va avanti.

Migliaia di vittime. Stando agli ultimi dati Onu, da quando la guerra è cominciata le vittime sono almeno 10 mila, i feriti oltre 30 mila, gli sfollati quasi 2 milioni. E a morire non sono solo i soldati: più di 3 mila persone che hanno perso la vita erano civili.

Cartelli avvisano della presenza di mine nella strada da Donetsk a Zaitsevo 
Donbass Ucraina Russia Cartelli avvisano della presenza di mine nella strada da Donetsk a Zaitsevo

Mine ovunque. Secondo le Nazioni Unite, ci sarebbero ben 220 mila bambini in pericolo a causa delle mine disseminate in Ucraina Orientale, una delle zone più minate della Terra. Solo quest’anno, rivela la Missione speciale di monitoraggio dell’Osce nella zona, 23 bambini sono morti o sono rimasti feriti nel corso degli scontri.

Alle origini della guerra. La data simbolo del conflitto ucraino è il 21 novembre 2013. Fu allora, infatti, che l’ex presidente Viktor Yanukovych bloccò il percorso verso un’associazione del Paese all’Europa per avvicinarsi alla Russia. Una decisione che portò alle proteste “Euromaidan”, come vennero subito battezzate. E a una serie di eventi a cascata: Yanukovich se ne andò da Kiev il 22 febbraio 2014 e, in quello stesso mese, uomini armati filorussi occuparono edifici governativi in Crimea. Con l’appoggio di Mosca sullo sfondo, a metà marzo un referendum approvò l’annessione alla Russia. I ribelli filorussi si armarono anche in altre zone dell’Ucraina Orientale con lo scopo di arrivare a una consultazione per l’indipendenza da Kiev e da allora gli scontri non si sono mai interrotti. Il tutto inserito in tensioni internazionali crescenti tra Mosca e Occidente.

L’abitazione di un civile colpita dai mortai di Kiev nel villaggio di Kominternovo  
Donbass Ucraina Russia Abitazione di un civile colpita dai mortai di Kiev

Alla ricerca di una soluzione. La situazione attuale è ancora piuttosto aggrovigliata. Da una parte, stando a quanto sostenuto da fonti della autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, i militari ucraini starebbero cercando di avanzare, mentre i filorussi, dall’altra, starebbero riuscendo a mantenere le posizioni. I separatisti, nel frattempo, continuano a diffondere comunicati con cadenza quotidiana in cui denunciano violazioni di diritti da parte dell’esercito di Kiev. Nel frattempo, in ogni caso, si continuano a registrare morti e feriti tra la popolazione civile.


L’articolo integrale di Fabio Polese, “Ucraina: la guerra del Donbass uccide ancora nelle città dell’Est”, può essere letto su Osservatorio Diritti. Foto di Fabio Polese.

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa