:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Migranti, Kerry Kennedy: in Italia non c’è emergenza

La figlia del senatore Robert Kennedy a Firenze: “Il problema in Italia non è così drammatico come alcuni vogliono farvi credere. Ho fiducia nelle persone, sono gli individui che riescono a portare avanti il concetto di pace”

23 ottobre 2018

FIRENZE - “Il mondo sta cambiando: nel 2017 più di 250 milioni di persone hanno lasciato le proprie case per motivi di guerra, per motivi economici o per i cambiamenti climatici. Ma il problema in Italia non è così drammatico come alcuni vogliono farvi credere. L’Italia conta 60 milioni di abitanti. Nel 2018 parliamo di 30.000 migranti con un picco negli anni passati di circa 100.000”. E’ quanto ha dichiarato Kerry Kennedy, attivista per i diritti umani, figlia del senatore Robert F. Kennedy e nipote dell’ex presidente John Fitzgerald, partecipando questa mattina a Firenze al Flagship Event della RFK Human Rights Italia.

“Ho fiducia nelle persone – ha proseguito Kennedy – sono gli individui che riescono a portare avanti il concetto di pace, compassione e giustizia. Spesso li cerchiamo in un primo ministro o in un presidente, ma in verità sono le istituzioni locali quelle più vicine alle persone”.

“Il decreto Salvini – ha aggiunto Vittorio Bugli, assessore regionale all’immigrazione - danneggia il sistema dell’accoglienza profondamente. Quasi 6.000 persone tra le 11.000 che accogliamo rischiano di non essere più supportate e di essere abbandonate nell’irregolarità. Rischio che non ci possiamo permettere. Questa nuova stagione va affrontata concretamente. Cerchiamo di rispondere insieme”.

 “Siamo in un periodo di cruciale trasformazione: l’Organizzazione internazionale per le migrazioni – ha sottolineato Donato Tramuto, membro del CdA della Robert F. Kennedy Human Rights Italia - parla di 150.000 rifugiati che hanno raggiunto l’Europa nel 2017. Nonostante il numero di migranti sia calato in maniera drammatica nei primi 5 mesi del 2018 (-77% rispetto all’anno precedente e -80% rispetto al 2016), stiamo comunque parlando di un fenomeno che ha visto arrivare in Europa più di 700.000 persone. È necessario creare un’economia di scala che coinvolga il terzo settore per affrontare questa sfida. I progetti selezionati quest'anno rappresentano la forma di collaborazione più alta tra Org no profit e il mondo del business”.

Durante la giornata di oggi, infatti, sono stati premiati i tre migliori progetti a medio e lungo termine per l’inclusione dei migranti, selezionati dalla RFK Human Rights Italia attraverso un apposito bando: “Cucinare per ricominciare”, corso professionalizzante di cucina e di accoglienza, promosso dalla Fondazione AVSI di Cesena con partner quali Sephora, Teddy, Lavazza, Ca’puccino, Galdus, Pescaria, Autogrill, Rosso Pomodoro, Martesana, Facebook, LinkedIn, Multimethod, Panino Giusto, Panini Durini, Grom; “SINGA Professional Mentoring”, percorso di mentoring per l’inserimento in azienda, condotto in Lombardia da Singa Italia;  “Terre di Monale”, laboratorio di ceramica artigianale per la produzione di servizi da tavola venduti in tutto il mondo (dagli chef stellati europei fino ai ristoranti giapponesi), sviluppato da PIAM Onlus di Asti. Per le associazioni e ONG selezionate sono previsti contributi economici e assistenza legale pro bono per un totale di 150 ore, grazie alla partnership stretta da RFK Human Rights Italia con il Dott. Paolo Gaspare Conforti Di Lorenzo, partner presso Argos Group - Corporate Finance.

“Il primo obiettivo della RFK Human Rights Italia – dichiara la presidente Maria Lina Marcucci - è dimostrare che se ben gestite le migrazioni sono un'opportunità e non un problema, in particolare in un paese come l’Italia che in termini di numeri avrebbe una capacità di accoglienza infinitamente maggiore rispetto ai flussi effettivi”.

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa