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Reddito d'inclusione a un milione di poveri: uno su dieci non è cittadino Ue

Sono 379 mila i nuclei familiari raggiunti dalla misura nei primi nove mesi del 2018. È questo il bilancio dell’Osservatorio statistico sul Rei dell’Inps sui primi nove mesi del 2018. Sette persone su dieci vivono al Sud. Campania e Sicilia in cima alla classifica per numero di beneficiari, quinta la Lombardia

26 ottobre 2018

box ROMA - Più di un milione di poveri raggiunti con il Reddito di inclusione dal mese di gennaio a quello di luglio 2018: sette persone su dieci vivono al Sud, mentre i cittadini provenienti da paesi extra Ue sono uno su dieci. In piena battaglia sulla futura legge di bilancio, la cui testa d’ariete è proprio il Reddito di cittadinanza voluto dai cinquestelle, l’Osservatorio statistico sul Reddito di inclusione dell’Inps diffonde i dati aggiornati del Reddito di inclusione, la misura introdotta dal passato governo e che l’attuale sembra non voler più portare avanti, a vantaggio proprio del Reddito di cittadinanza. I dati pubblicati sul sito dell’Inps, oltre a fornire un aggiornamento statistico sull’andamento del Rei, mostrano, per la prima volta, anche l’effetto “universalizzazione” della misura. Dal 1° luglio di quest’anno, infatti, con l’abrogazione dei requisiti familiari il Rei è diventato non solo la prima misura strutturale contro la povertà, ma anche uno strumento a carattere universale.  

I dati aggregati mettono in evidenza la netta predominanza del Sud Italia per quanto riguarda i percettori del beneficio economico erogato dal Rei. Se tra gennaio e settembre 2018 sono stati erogati benefici economici a 379 mila nuclei familiari, ovvero più di un milione di persone, spiega l’Inps, “la maggior parte dei benefici vengono erogati nelle regioni del Sud (69 per cento) con interessamento del 72 per cento delle persone coinvolte”. Beneficiari che, inoltre, si concentrano tra le regioni Campania e Sicilia, dove risiedono il 47 per cento dei nuclei che ricevono il Rei, ovvero oltre il 50 per cento dei poveri raggiunti dalla misura. Seguono Calabria e Lazio, al quinto posto la Lombardia e e al sesto la Puglia: quattro regioni che insieme rappresentano il 28 per cento dei nuclei e il 27 per cento delle persone coinvolte. Sebbene la promessa di destinare il prossimo Reddito di cittadinanza "solo agli italiani" sia un refrain noto di questo governo, nonostante le forti critiche del mondo associativo e non solo, l’analisi dei dati prodotti dal Rei mostra che in realtà il fenomeno dei beneficiari non provenienti da paesi Ue è relativamente contenuto (anche se il report Inps mostra solo i dati dei cittadini extraUe). Secondo i dati dell’Inps, infatti, solo il 10 per cento dei nuclei percettori di Rei risulta non essere cittadino comunitario. Una percentuale che sale al Nord, dove si evidenzia un’incidenza del 30 per cento. 

Nelle statistiche, inoltre, è evidente l'impatto della decisione di rendere universale la misura. “Nel mese di luglio 2018 si registra un incremento dei nuovi nuclei beneficiari di Rei del 76 per cento rispetto al mese di giugno - spiega l’Inps -; le decorrenti nel periodo luglio-settembre 2018 sono 101 mila, di cui il 43 per cento è imputabile a nuclei senza il possesso dei requisiti familiari precedentemente richiesti ai fini della concessione del beneficio”. Un'apertura che, inoltre, ha fatto spostare l’asticella dell’erogazione media mensile. L’importo medio erogato nel periodo gennaio-settembre 2018, è pari a 305 euro (anche se varia molto a livello territoriale, passando dai 239 euro della Valle d'Aosta a 336 euro per la Campania). Tuttavia, analizzando la distribuzione mensile dei nuclei percettori di Rei, “emerge una diminuzione dell’importo medio mensile erogato che in agosto scende sotto la soglia dei 300 euro - spiega l’Inps -; tale tendenza al decremento è collegabile all’aumento del numero dei nuclei monoparentali conseguente al carattere universale assunto dai requisiti”. L’importo medio, infatti, varia in base al numero dei componenti del nucleo familiare: si va dai 177 euro mensili per i nuclei monocomponenti ai 433 euro per i nuclei con 6 o più componenti. Sono ancora una volta le regioni del Sud Italia a detenere il primato anche per quanto riguarda il valore medio del beneficio economico. Secondo l’Inps, infatti, al Sud il valore medio del beneficio è più alto del 20 per cento rispetto al Nord, mentre è maggiore del 13 per cento rispetto alle regioni del Centro Italia.  

Nonostante l’incremento dei nuclei monocomponenti, i dati raccolti dall’Inps per il periodo gennaio-settembre 2018, mostrano ancora una forte presenza di famiglie povere con minori a carico: sono 208 mila i nuclei con figli minorenni, ovvero il 55 per cento dei nuclei beneficiari e il 73 per cento delle persone interessate dalla misura. I nuclei familiari con disabili, invece, sono 69 mila e rappresentano il 18 per cento dei nuclei coinvolti e delle persone raggiunte dalla misura contro la povertà.

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