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La Regione Toscana accoglie i migranti di don Biancalani

Firmato un accordo che prevede l’individuazione di un immobile della Asl Toscana dove garantire adeguata accoglienza ai profughi di Vicofaro. Il centro del sacerdote pagherà l’affitto alla Asl

26 ottobre 2018

FIRENZE – I migranti ospitati da don Biancalani potranno trovare una nuova sistemazione, più adeguata, nei locali messi a disposizione dalla Regione Toscana, che corre in soccorso del prete dei migranti. A breve i profughi ospitati nei locali attigui alla chiesa di Vicofaro potranno infatti contare su una nuova struttura che, su richiesta della Regione, la Asl Toscana Centro metterà a disposizione per trasferirvi il centro migranti, oggi situato presso la parrocchia di Santa Maria Maggiore a Vicofaro, Pistoia. Lo prevede il Protocollo firmato questa mattina a Firenze, in Palazzo Strozzi Sacrati, dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, dal direttore generale della Azienda Usl Toscana Centro, Paolo Morello Marchese e da don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro.

Infatti, dopo aver preso atto che presso la parrocchia di Vicofaro da anni è attivo un centro migranti che necessita urgentemente del potenziamento di soluzioni alloggiative per la prima accoglienza dei migranti ospitati, ecco definita la soluzione del problema. Sarà la Asl che individuerà un immobile idoneo a svolgere le funzioni di centro di accoglienza per migranti, scegliendolo tra le sue proprietà non utilizzate a fini istituzionali. Il centro migranti si impegna a corrispondere alla Asl un canone di affitto che verrà definito sulla base del progetto di accoglienza che il centro presenterà, non usandolo per finalità diverse da quelle concordate.

Sarà la Regione, una volta esaminato il progetto, a rilasciare il consenso sull'immobile di proprietà dell'Azienda da destinare all'accoglienza, alle cui politiche Asl e Regione si impegnano a collaborare nell'ambito dei propri atti di programmazione e in relazione alla disponibilità di risorse. Infatti, dopo aver ricordato che i soggetti del privato sociale concorrono alla gestione delle politiche regionali sull'immigrazione, i firmatari, riconoscono il valore dell'accoglienza dei migranti in fuga da situazioni di guerra, violenza e assenza di diritti umani, quale obbligo primario di tutte le istituzioni pubbliche. L'immobile, una volta individuato, verrà concesso per periodi rinnovabili e l'Azienda, dandone congruo preavviso, si riserva di chiedere di rientrarne in possesso, ma ciò sarà subordinato alla preventiva ed idonea sistemazione degli ospiti in un'altra struttura.

 

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