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Messico, Unicef: "Aiuto per i 2.300 bambini della Carovana dei migranti"

Insieme alle loro famiglie fuggono da violenza, estorsione, povertà e accesso limitato a istruzione di qualità e servizi sociali nei loro paesi d’origine nel nord dell’America Centrale (El Salvador, Guatemala e Honduras). Unicef lavora per offrire loro assistenza sanitaria, acqua e cibo

02 novembre 2018

ROMA - Secondo l’Unicef, circa 2.300 bambini arrivati in Messico tra il 19 e il 22 ottobre, che fanno parte della carovana di migranti, hanno ancora bisogno di assistenza umanitaria – compresi servizi di protezione, assistenza sanitaria, nutrizione, acqua pulita e servizi igienico sanitari – per assicurare loro protezione e benessere. Questo gruppo di bambini comprende sia coloro che stanno ancora viaggiando con la carovana sia coloro che ora vivono in comunità e rifugi dopo aver lasciato il gruppo. Altri gruppi di migranti dall’America Centrale, fra cui molte famiglie con bambini, stanno viaggiando verso nord alla ricerca di una vita migliore e potrebbero presto aver bisogno di assistenza. 

L’Unicef in coordinamento, con le organizzazioni della società civile e le autorità locali, ha predisposto dei punti per l’acqua potabile nelle aree in cui i membri della carovana passano la notte e ha distribuito aiuti per l’igiene e sta lavorando anche per realizzare latrine e docce separate per bambini e adulti. 

Una squadra dell’Unicef Messico per la protezione dell’infanzia, in collaborazione con i partner della società civile, a breve garantirà una serie di misure di sostegno psicosociale per aiutare a ridurre il livello di stress tra i bambini migranti. L’Unicef sta anche lavorando con le autorità a Città del Messico, altri enti pubblici e ong, per dare il via a un “ponte di aiuto umanitario” per rispondere ai bisogni dei migranti una volta raggiunta la capitale. 

Molti dei bambini e delle famiglie che si sono uniti alla carovana stanno fuggendo da violenza di gruppo e di genere, estorsione, povertà e accesso limitato a istruzione di qualità e servizi sociali nei loro paesi d’origine nel nord dell’America Centrale (El Salvador, Guatemala e Honduras). Queste condizioni sono parte della quotidianità per milioni di bambini nella regione. Ogni giorno, famiglie che affrontano queste difficili condizioni prendono la dolorosa decisione di lasciare le proprie case, comunità e paesi alla ricerca di sicurezza e un futuro migliore. 

Tutti coloro in viaggio con la carovana affrontano considerevoli pericoli quando attraversano rotte migratorie irregolari, soprattutto i bambini. È un viaggio lungo, incerto, che li espone a rischi di sfruttamento, violenza e abuso. L’Unicef in Messico continua a sostenere la realizzazione di alternative alla detenzione di minorenni migranti e lavora per rafforzare i sistemi di protezione attraverso i consolati per i bambini sradicati. 

L’Unicef chiedere ancora una volta a tutti i governi di dare priorità al superiore interesse dei bambini nell’applicazione delle leggi e delle procedure sull’immigrazione, di tenere unite le famiglie e di trovare alternative alla detenzione dei minorenni migranti che, secondo diversi studi, può essere un’esperienza altamente traumatica che può compromettere lo sviluppo del bambino con effetti a lungo termine.

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