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"No alle circolari del prefetto'": sit-in a Firenze di Refugees Welcome Italia

"No al coprifuoco, no al controllo dei pacchi". E' iniziato poco dopo mezzogiorno il primo presidio contro le due circolari emanate dalla prefettura di Firenze, attive dal primo novembre, che fissano il rientro dei migranti nei centri alle 20 e il controllo dei pacchi legati al commercio online

03 novembre 2018

Firenze - "No al coprifuoco, no al controllo dei pacchi". E' iniziato poco dopo mezzogiorno il primo presidio contro le due circolari emanate dalla prefettura di Firenze, attive dal primo novembre, che fissano il rientro dei migranti nei centri di accoglienza alle 20 (dove devono restare fino alle 8 del mattino successivo) e il controllo dei pacchi legati al commercio online. Un piccolo sit-in organizzato da Refugees Welcome Italia, associazione impegnata nella promozione dell'integrazione, davanti al Cas di via Massoni, nelle colline che circondano il capoluogo toscano.

"E' veramente brutto e non vogliamo stare cosi'. Vogliamo vivere con voi, integrarci, ma non possiamo rientrare alle 20, perche' dobbiamo andare a scuola e fare tante cose", dicono i ragazzi davanti a due striscioni appesi sui muri del centro: "Tutti siamo figli di questo mondo, vogliamo la pace e chiediamo uguaglianza", il primo; "Insieme possiamo salvare il mondo", il secondo. Tra loro c'e' chi e' arrivato dalla Guinea, lavora per qualche ora a Calenzano come verniciatore e la sera va ai corsi di italiano per prendere il diploma di terza media. Alcuni giocano a calcio, in squadre dilettantistiche fiorentine. "Non siamo in prigione, anche noi abbiamo i nostri diritti", dicono.

"L'ingresso in struttura dalle 20 alle 8 mi sembra una limitazione della liberta' individuale che va contro la Costituzione", sottolinea Paola Mancini, insegnante di italiano nei centri provinciali per l'istruzione degli adulti (Cpia), appena raggiunto il presidio. "In generale- continua-, contesto l'atteggiamento della prefettura, che in passato ha coperto anche certe malagestioni nei Cas e ora, attraverso regole dettate dal ministro Salvini, sta andando ad inficiare anche gli Sprar, il luogo piu' idoneo per lavorare sull'accoglienza tutti insieme". Mancini, da professoressa, boccia anche il percorso scolastico strutturato per i migranti: "Non ci sono mai stati dei veri accordi tra la prefettura, l'ufficio scolastico regionale e gli istituti. E' una parte che e' mancata, ed e' un problema perche' senza lingua non si crea integrazione". (DIRE)

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