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Caporalato, tre arresti in Toscana

I braccianti erano quasi tutti richiedenti asilo. Erano stati reclutati da tre cittadini stranieri e lavoravano per quattro euro l’ora

06 novembre 2018

FIRENZE – Ancora caporalato in Toscana. Nei vigneti e negli uliveti tra Firenze, Pistoia, Prato, Siena, Lucca, Arezzo e Pisa lavoravano braccianti per quattro euro l'ora, talvolta viaggiando a bordo di camion coperti da teli in pvc, in condizioni di pericolo, seduti a terra sui cassoni in metallo degli autocarri. I lavoratori sfruttati erano in gran parte africani e richiedenti asilo, a sfruttarli erano tre cittadini stranieri: due pachistani e un marocchino che risiedono nel comune di Agliana.

Le indagini sono state svolte dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco ed erano iniziate a luglio scorso. "I braccianti venivano reclutati in tutta la provincia di Pistoia ma anche su Prato - ha detto il dirigente della squadra mobile di Pistoia Antonio Fusco - Si tratta di cittadini africani con permesso di soggiorno per motivi umanitari, che accettavano condizioni di sfruttamento sia sotto il profilo della retribuzione, ma anche soprattutto delle condizioni lavorative".

 

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