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Manovra. Sbilanciamoci! fuori dalle audizioni: “Si torna indietro”

La Commissione Bilancio della Camera ha escluso la campagna dai soggetti auditi, chiedendo di inviare solo un contributo scritto. La risposta del portavoce Giulio Marcon: “Avevamo capito che il governo avrebbe aperto le porte delle istituzioni ai cittadini. Così non è”

09 novembre 2018

box ROMA - “Avevamo capito che il “governo del cambiamento” avrebbe favorito il dialogo con la società civile, e aperto le porte delle istituzioni ai cittadini. Così non è”. Con un messaggio inviato al presidente, Claudio Borghi, e ai deputati componenti della Commissione Bilancio, la Campagna Sbilanciamoci risponde alla richiesta della stessa Commissione di inviare un contributo scritto sulla legge di bilancio. Una richiesta che fa seguito, spiega il portavoce della campagna Giulio Marcon, all’esclusione della stessa campagna Sbilanciamoci! dai soggetti auditi dalla Commissione Bilancio della Camera sulla legge. Esclusione decisa “non all'unanimità, come è stato erroneamente riportato”, spiega Marcon.

“Sbilanciamoci! non è una lobby o la rappresentanza di una categoria - scrive Marcon -, ma una rete di oltre 45 organizzazioni della società civile (che rappresentano milioni di cittadini) e che dal 1999 in modo costruttivo in occasione della legge di bilancio propongono politiche pubbliche per un modello di sviluppo diverso, sostenibile, equo e fondato sui diritti”. Tuttavia, la campagna, dopo “oltre dieci anni di audizioni”, si è vista chiudere le porte in faccia dalla Commissione Bilancio. “Invece di andare avanti, si torna indietro - denuncia Marcon -. Invece di aprirsi al confronto con la società civile, con le organizzazioni sociali, del volontariato, di advocacy e del terzo settore, si fa il contrario”.

Il Rapporto sulla legge di bilancio curato dalla campagna Sbilanciamoci! verrà presentato il 27 novembre alle 11 presso la Sala Nilde Iotti della Camera dei Deputati.

 

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