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Ambiente e diritti, in Gran Bretagna la battaglia dei no-fracking

Il fracking è una modalità di ricerca di gas e petrolio nel sottosuolo che per le autorità è svolta in tutta sicurezza: secondo gli attivisti del movimento anti-fracking invece la fratturazione delle rocce provoca danni ambientali e la violazione dei diritti delle comunità locali

13 novembre 2018

Gli attivisti inglesi Simon Blevins, Richard Roberts e Rich Loizou sono usciti di prigione dopo essere stati arrestati a settembre per reati contro l’ordine pubblico. La loro colpa era quella di avere manifestato la propria contrarietà, nel luglio dello scorso anno, verso le operazioni di “fracking” della società Cuadrilla a Blackpool, nel nord-ovest dell’Inghilterra, impedendo ai mezzi di lavorare per alcune ore.

Fracking, una pratica controversa. Da un punto di vista tecnico, il fracking consiste nella fratturazione delle rocce del sottosuolo con l’obiettivo di estrarre gas e petrolio. Un sistema che vede due schieramenti opposti: da una parte c’è chi guarda con interesse a una modalità per sfruttare nuovi giacimenti sotterranei di idrocarburi, con relativi guadagni economici; dall’altra si trovano difensori ambientali e attivisti in genere, preoccupati sia dall’uso di sostanze chimiche,sia da vari “effetti collaterali” che questo meccanismo comporta.

La mobilitazione. Nell’area intorno a Blackpool si protesta da tempo contro l’attività intrapresa dalla Cuardrilla nel 2014. In generale, gli attivisti sottolineano il contributo dato al riscaldamento globale, visto che questo sistema permette di ottenere più idrocarburi, importanti fonti inquinanti. Inoltre, a livello locale si temono le impercettibili scosse sismiche provocate proprio da questa attività. «La nostra missione è proteggere l’ambiente per i nostri figli e per le future generazioni. Mobilitarsi ora, permetterà di salvaguardare la salute e il benessere delle nostre comunità dagli effetti dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e dai movimenti sismici», hanno dichiarato gli attivisti della Frack Free Lancashire.

Fracking e diritti umani. Secondo i giudici del Tribunale Permanente dei Popoli, «i processi di fracking contribuiscono in maniera sostanziale a provocare un danno per l’uomo, aggravando il cambiamento climatico e il surriscaldamento globale e mettendo in atto violazioni di massa di una serie di diritti umani sostantivi e procedurali e i diritti della natura».

La posizione del governo. Per le autorità inglesi non c’è nulla di cui preoccuparsi. «Il shale gas (il gas da argille, ndr) ha il potenziale di garantire al Regno Unito una maggiore sicurezza energetica nazionale, crescita economica e posti di lavoro, e potrebbe avere un ruolo importante nella nostra transizione verso un futuro con meno carbone», ha scritto il Dipartimento per la strategia energetica e industriale del governo inglese. E anche quanto a sicurezza, ricorda che l’Autorità per il Gas e il Petrolio (Oga) è incaricata di verificare il procedimento, dare le autorizzazioni e verificare che tutto proceda in sicurezza. Nel caso di eventi sismici importanti, inoltre, è prevista la sospensione delle attività e l’intervento dei tecnici.

L’articolo integrale di Alessandro Pirovano, “Fracking: cercare gas e petrolio così fa male ad ambiente e diritti umani”, può essere letto su Osservatorio Diritti

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