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Atlante dell'infanzia a rischio, “per raccontare le periferie da dentro”

Torna l'iniziativa di Save the Children e Treccani giunta alla nona edizione, quest'anno dedicata al tema della periferia raccontata come metafora stessa dell’infanzia e della condizione dei minori. “Assurdo che due bambini che vivono a un solo isolato di distanza possano trovarsi a crescere in due universi paralleli”

13 novembre 2018

ROMA – Una fotografia in chiaroscuro dello stato dell'infanzia nel nostro Paese, e quest'anno, in particolare, dei diversi modi in cui si declina la periferia dal punto di vista dei bambini. È il IX Atlante dell’infanzia a rischio “Le periferie dei bambini” di Save the Children, pubblicato da Treccani, presentato oggi in anteprima e disponibile a breve nelle librerie italiane. Nella pubblicazione curata da Giulio Cederna la periferia, spazio apparentemente condannato alle marginalità geografiche, sociali, economiche e politiche, viene raccontata come metafora stessa dell’infanzia e della condizione dei minori, in un viaggio che attraversa l’Italia da nord a sud, arricchito da dati inediti, mappe, interviste e dagli scatti del fotografo Riccardo Venturi.

“La rinnovata collaborazione tra Save the Children e Treccani per l’Atlante offre quest’anno uno strumento unico per indagare e comprendere la vita dei bambini nelle periferie, intese non solo come periferie delle città ma anche come spazio sociale e mentale, un luogo a cui guardare per capirne i bisogni e le criticità degli adulti di domani ma anche le loro straordinarie potenzialità, e per assumersi la responsabilità di creare e offrire opportunità concrete dove sono più indispensabili e non più procrastinabili - afferma Massimo Bray, Direttore Generale della Treccani, che pubblica anche quest’anno l’Atlante dell’infanzia a rischio.

“L’Atlante racconta le periferie “dalle periferie”, dal di dentro, con concretezza e con l’urgenza del fare, perché solo partendo dai territori e puntando sui bambini e gli adolescenti è possibile ridisegnare le politiche di inclusione, dalla cultura allo sport, ai trasporti, l’ambiente e l’abitare”- è il pensiero di Raffaela Milano, Direttrice Programmi Italia-Europa di Save the Children “E’ necessario un impegno straordinario, da parte delle istituzioni e dei soggetti sociali, per rigenerare le periferie dei bambini e per garantire ad ogni bambino il diritto di crescere in un ambiente ricco di opportunità educative e di crescita. Per questo motivo, Save the Children è oggi impegnata in Italia nella costruzione di “comunità educanti” proprio nelle periferie di maggior sofferenza sociale”.

Save the Children racconta una realtà che vede ancora 1,2 milioni di bambini e adolescenti vivere in povertà assoluta. “Non sono solo le condizioni economiche del nucleo familiare a pesare sul loro futuro – scrive l’organizzazione umanitaria, presente nelle periferie più svantaggiate di 18 città italiane grazie a una rete di 23 Punti Luce. L’ambiente in cui vivono ha un enorme impatto nel condizionare le loro opportunità di crescita e di futuro. Pochi chilometri di distanza, tra una zona e l’altra, possono significare riscatto sociale o impossibilità di uscire dal circolo vizioso della povertà: la segregazione educativa allarga sempre di più la forbice delle disuguaglianze, in particolare nelle grandi città, dove vivono tantissimi bambini, ed è lì che bisogna intervenire con politiche coraggiose e risorse adeguate”. 

“È assurdo che due bambini che vivono a un solo isolato di distanza possano trovarsi a crescere in due universi paralleli- spiega a tal proposito Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children. Rimettere i bambini al centro significa andare a vedere realmente dove e come vivono e investire sulla ricchezza dei territori e sulle loro diversità, combattere gli squilibri sociali e le diseguaglianze, valorizzare le tante realtà positive che ogni giorno si impegnano per creare opportunità educative che suppliscono alla mancanza di servizi”.

Alla presentazione sono intervenuti Roberto Fico, presidente della Camera dei deputati; Claudio Tesauro, presidente di Save the Children; Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia italiana; Valerio Neri, direttore generale di Save the Children; Giulio Cederna, curatore dell’Atlante dell’Infanzia a rischio 2018; Sandro Cruciani, direttore della Direzione centrale per le statistiche ambientali e territoriali dell’Istat; Simona Rotondi, dell’impresa sociale “Con i bambini”; Giovanni Tizian, giornalista; Massimiliano Virgilio, giornalista e scrittore; Maria Elena Tramelli, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Teglia, Genova; Mariangela Di Gangi, presidente dell’Associazione Laboratorio Zen Insieme.

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