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Educazione sessuale, in Toscana campagne informative e rafforzamento dei consultori

Al via nella regione una serie di programmi per l'educazione alla salute e l'educazione sessuale nelle scuole. Prevista erogazione gratuita dei metodi contraccettivi

13 novembre 2018

FIRENZE - Programmi per l'educazione alla salute e l'educazione sessuale nelle scuole, campagne informative per la prevenzione delle Mst (malattie sessualmente trasmissibili) e dell'Hiv, rafforzamento dei consultori per la contraccezione e la prevenzione delle Ivg (interruzioni volontarie di gravidanza), erogazione gratuita dei metodi contraccettivi. Questo e altro ancora è previsto dalla delibera "Interventi regionali per l'educazione alla salute sessuale e riproduttiva e per l'accesso alla contraccezione gratuita", approvata ieri sera dalla giunta su proposta dell'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi.

"Con gli interventi previsti da questa delibera - chiarisce l'assessore Saccardi - vogliamo tutelare e promuovere la salute sessuale riproduttiva dei giovani e delle donne, prevenire le interruzioni di gravidanza e ridurre i tassi di abortività, prevenire le malattie sessualmente trasmesse e la diffusione dell'Hiv. E tutto questo non si riduce alla sola erogazione gratuita di contraccettivi, ma comprende il potenziamento dell'attività dei consultori, delle campagne informative, dell'educazione sessuale nelle scuole".

In Toscana, la trasmissione sessuale è responsabile del 75,6% dei nuovi casi adulti di Aids; in particolare, il 43,5% dei casi è imputabile a rapporti eterosessuali, dei quali il 62% si scopre sieropositivo al momento della diagnosi di Aids. Da qui la necessità di una maggior informazione e sensibilizzazione della popolazione sull'infezione Hiv, soprattutto sulle sue modalità di trasmissione e sui mezzi di prevenzione. A fronte della crescente precocità sessuale, l'uso del profilattico è in calo ed è percepito quasi esclusivamente a scopo contraccettivo, trascurando i rischi delle malattie a trasmissione sessuale, a cominciare dall'Hiv. E paradossalmente, come emerge dallo studio Edit dell’Ars (Agenzia regionale di sanità) Toscana, lo si usa meno con il crescere dell'età e del numero dei partner: il 41,6% dei ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 anni ha già avuto un rapporto sessuale completo, ma soltanto il 56,3% utilizza il profilattico (il suo uso si è ridotto di 9 punti percentuali nel corso degli ultimi 7 anni).

Inoltre, l'efficacia dei nuovi farmaci, che ha diminuito il numero di casi mortali di Aids, sembra aver attenuato il timore della diffusione dell'Hiv, che invece non sta affatto diminuendo; così come negli ultimi anni sono progressivamente aumentate molte malattie a trasmissione sessuale. Per quanto riguarda le Ivg, i dati dell'Ars relativi al 2017 indicano una minore incidenza rispetto agli anni precedenti, ma comunque individuano un dato costante delle Ivg anche nei minori. Sulla base di questi dati, la Regione ha ritenuto opportuno adottare interventi finalizzati a: tutelare e promuovere la salute sessuale e riproduttiva delle giovani generazioni; tutelare e promuovere la salute sessuale e riproduttiva delle donne; prevenire le Ivg e ridurre i tassi di abortività; prevenire la diffusione delle malattie sessualmente trasmesse e dell'Hiv.

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