:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Ai vigili del fuoco italiani la certificazione (a pieni voti) per le missioni internazionali

“Miglior team Usar nel mondo” la prestigiosa valutazione che ha accompagnato l’assegnazione del riconoscimento Insarag: l’ambita certificazione Onu che consente l’ingresso delle squadre Usar italiane nella lista dei gruppi di primo soccorso internazionale

15 novembre 2018

ROMA – Un lavoro straordinario fatto di conoscenze, alta specializzazione, spirito di squadra, duri allenamenti e tanta umanità. Da Amatrice a Rigopiano, da Norcia ad Ischia, da Camerino a Genova, le squadre dei vigili del fuoco italiane negli ultimi due anni sono state sempre in prima linea, con un’opera di soccorso e una professionalità che si sono distinte anche a livello internazionale. Una preparazione che non è sfuggita ai commissari Onu e che in questi giorni ha portato i team Usar (Urban Search and Rescue, nati per migliorare le attività di soccorso in macerie causate da eventi sismici, esplosioni, crolli o dissesti statici e idrogeologici) sul podio, tra le migliori squadre al mondo.

Il prestigioso riconoscimento internazionale si chiama certificazione Insarag (International Search and Rescue Advisory Group), definisce una serie di linee guida d’intervento durante le operazioni di ricerca e salvataggio di dispersi sotto le macerie, e ora consente al Corpo nazionale di portare soccorso anche in tutto il resto del mondo. Gli standard per essere inseriti nella lista di squadre preparate ad affrontare ogni genere di emergenza e di ambiente e che possono essere richieste come gruppi di primo soccorso internazionale, sono molto alti e per conquistarli i nostri vigili del fuoco hanno dovuto affrontare tre giorni consecutivi di prove, dal 7 al 9 novembre. Nei campi allestiti a Pisa, Tirrenia (Pi) e Calambrone (Li), è stato simulato l’intervento per un grave terremoto che avrebbe colpito un paese estero. Ed è stato lì che le squadre Usar hanno dato il meglio di sé.

La prova è iniziata con la simulazione di uno sbarco in un paese straniero e proseguita con l’organizzazione di un campo che sarebbe stato operativo per almeno 10 giorni, la logistica e l’estrazione delle persone dalle macerie nel più breve tempo possibile e con la migliore assistenza medica. Per concludersi con la bonifica di tutti i siti. Per la parte medica, ai vigili del fuoco sono stati affiancati i sanitari dell’Areu (l’Azienda Regionale di Emergenza Urgenza nata in Lombardia) che hanno contributo con il loro intervento altamente specializzato alla conquista del riconoscimento internazionale. Dalla realtà alla simulazione, le squadre italiane hanno superato l’esame a pieni voti, tanto da guadagnare il titolo di ‘miglior team Usar al mondo’, come dichiarato dal segretario generale Insarag, Jesper Holmer Lund, intervenuto per assistere alla prova, insieme a commissari arrivati da molti Paesi, e assegnare la certificazione.

E’ stata una grandissima soddisfazione essere entrati nell’Insarag – scrive sul suo profilo Facebook il capo squadra delle Unità cinofile, Lorenzo Botti, intervenuto su tutti i maggiori scenari italiani –. Ma ancora più emozionante è stato il momento in cui il segretario generale ci ha detto che nessuna squadra al mondo aveva mai ottenuto un punteggio così alto. Le sue parole e la stima che abbiamo letto nei suoi occhi ci hanno ripagato di tutto il lavoro, la fatica e i sacrifici personali e delle nostre famiglie. Felici e fieri di far parte del Corpo nazionale dei vigili del fuoco”.

“L’esito positivo della prova, valutata da commissari dell’Onu – si legge in una nota del Corpo nazionale -, consentirà alle squadre Usar in configurazione heavy, cioè con una struttura organizzativa di mezzi, logistica, personale e attrezzature tale da operare 24 ore su 24 su due diversi siti per 10 giorni, di far parte del dispositivo di soccorso internazionale e di intervenire anche al di fuori dell’Italia negli scenari di disastri più complessi. Nell’esercitazione sono state coinvolte squadre composte da 84 vigili del fuoco provenienti da Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio, che hanno lavorato contemporaneamente alla ricerca dei dispersi tra le macerie per 36 ore consecutive in due scenari distinti, il crollo di un ospedale e il collasso di un parcheggio con 25 automezzi”. L’auspicio, ora, è che ai diversi riconoscimenti internazionali corrisponda anche una valorizzazione del lavoro svolto quotidianamente dagli uomini del Corpo nazionale. (Teresa Valiani)

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa