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Ottiene la protezione umanitaria ma finisce in strada: il caso di Mustafa

A Firenze la vicenda di un ragazzo gambiano di 20 anni che ha ottenuto la protezione umanitaria ed è uscito dalla struttura di accoglienza. A causa del decreto Salvini non può accedere allo Sprar. E non è il solo: sono circa 100 i migranti che rischiano di restare in strada nelle prossime settimane

19 novembre 2018

- FIRENZE - Mustafa ha 20 anni e viene dal Gambia. Si tocca nervosamente le unghie. Da dieci giorni dorme all’albergo popolare di via della Chiesa a Firenze. Una soluzione tampone, ancora per pochissimi giorni. Poi dovrà uscire. “Resterò per strada. Non ho amici, non ho parenti, non ho un tetto sotto cui dormire”. Continua a tormentarsi le unghie e dice: “Vi prego, aiutatemi”. Mustafa sconta i primi effetti del decreto Salvini. Sbarcato due anni fa a Lampedusa ancora minorenne, è stato prima accolto in un centro per minori non accompagnati ad Arezzo, poi è arrivato a Firenze. Ha trascorso gli ultimi cinque mesi nel centro d’accoglienza straordinario (Cas) dell’Osmannoro, gestito dalla cooperativa Il Cenacolo. 

Pochi giorni fa, dopo due anni di attesa, è arrivata la risposta alla sua domanda di asilo. La Commissione territoriale gli ha concesso la protezione umanitaria. E’ la stessa protezione umanitaria abolita dal Decreto Salvini, ma ancora rilasciata a quei migranti che hanno ottenuto le risposte in questi giorni, prima dell’effettiva entrata in vigore del decreto. Una bella notizia quindi per Mustafa, ma non troppo. In virtù dell’ottenimento di questo permesso di soggiorno temporaneo, Mustafa è stato costretto a lasciare il centro di accoglienza, una regola prevista da molti anni per tutti quei migranti che ottengono un riconoscimento positivo alla domanda di asilo. Ma se fino a pochi mesi fa Mustafa avrebbe potuto accedere ai centri Sprar (un secondo tipo di accoglienza più rivolta all’integrazione), con l’entrata in vigore del decreto Salvini lo Sprar è off limits a chi ha la protezione umanitaria. E quindi, niente più accoglienza per Mustafa.

Mustafà, vittima di tortura

All’albergo popolare di via della Chiesa può restarci soltanto nelle ore serali e notturne, durante il giorno torna al suo vecchio centro d’accoglienza all’Osmannoro, dove gli operatori sociali del Cenacolo lo supportano psicologicamente. Ad aggravare la situazione precaria, le condizioni di salute di Mustafa, completamente invalido al braccio destro in seguito a un incidente da bambino. Una condizione che, a differenza di tanti altri profughi, non gli ha permesso di trovare lavoro. 

Ma il caso di Mustafa, non è l’unico a Firenze. Sono un centinaio i migranti che rischiano di restare per strada nelle prossime settimane, oppure di affollare le strutture quali l’albergo popolare o l’emergenza freddo. Tra loro, c’è chi ha ottenuto la protezione umanitaria (o i nuovi permessi speciali del Decreto Salvini) e non può entrare nello Sprar. E proprio in questi giorni, a loro si stanno aggiungendo i migranti che non potranno rinnovare la protezione umanitaria, cancellata da Salvini. Anche loro devono uscire dai centri. Le stime parlano, soltanto per la provincia di Firenze, di decine di migranti “vittime” del decreto Salvini. La Prefettura sta prendendo tempo per ritardare le notifiche delle revoche dell’accoglienza. Ma prima o poi arriveranno e i migranti dovranno lasciare i Cas. Un sistema che rischia di far collassare il collaudato meccanismo di accoglienza fiorentino. E che fa infuriare l’assessore alle Politiche sociali Sara Funaro: “Il nostro sistema di accoglienza non può assolutamente reggere l’arrivo dei migranti fuoriusciti dai Cas. I nostri alberghi popolari non possono diventare i nuovi centri di accoglienza straordinaria”. Secondo l’assessore, gli scenari sono drammatici. E già scritti: “In primo luogo, tutte quelle persone che avevano diritto al permesso umanitario, non entrando nei circuiti di accoglienza, finiranno per strada. Se i numeri sono grandi come crediamo, non riusciremo ad accoglierli negli alberghi popolari, che non sono pensati per tale fine. I fuoriusciti dai Cas non possono essere gestiti dagli enti locali, non abbiamo i mezzi e le risorse necessarie per farlo. Questo decreto provocherà problemi di marginalità sociale e di ordine pubblico, con centinaia di migranti che diventeranno illegali nella nostra città”.  

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