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I workshop di Redattore sociale: giovani caregiver, dipendenze, piazze virtuali

"Solitudini", iscrizioni prorogate al 26 novembre. Tre workshop paralleli (e una sessione plenaria) animano la mattina di sabato 1 dicembre. Dal mobile journalism agli adolescenti che assistono un familiare malato, a come cambia l ruolo sociale delle sostanze. Il presidente dell'Ordine assistenti sociali chiude i lavori

20 novembre 2018

CAPODARCO - Adolescenti caregiver, piazze virtuali e dipendenze: tre workshop paralleli (e una sessione in plenaria) animano i lavori della mattina del sabato 1 dicembre declinando e approfondendo il tema, che fa da sfondo del programma della XXIV edizione di Redattore sociale. Tre giorni di confronto tra giornalisti, operatori e studiosi, dal 30 novembre al 2 dicembre, nella sede della Comunità di Capodarco, nelle Marche. 
Il seminario è suddiviso in 4 sessioni e dà diritto complessivamente a 18 crediti formativi dell'Ordine dei giornalisti: l'iscrizione è possibile fino al 26 novembre (per auditori e non giornalisti tutte le informazioni al numero  0734.681001 o via mail giornalisti@redattoresociale.it)

protagonisti workshop RS2018

Almeno 170 mila giovani tra i 15 e i 24 anni assistono un familiare con problemi di salute. Un impegno e una responsabilità che portano conseguenze sul piano psicologico e della quotidianità. Sono ragazzi costretti, spesso, a rinunce in ambito scolastico ed educativo, che perdono il contatto con i propri coetanei, ma anche opportunità per l’età adulta. A parlare delle difficoltà e degli ostacoli che incontrano nella loro quotidianità Stefania Buoni, presidente e fondatrice di Children Of Mentally Ill Parents, la prima associazione italiana creata da e per i figli di genitori con disturbo psichico; Licia Boccaletti, presidente della cooperativa sociale “Anziani e non solo”, che si occupa del rapporto europeo “ME-WE”,  che coinvolge 10 partner di 7 Paesi per monitorare salute e benessere sociale del caragiver adolescenti e condividere buone pratiche; Flavia Piccinini  ricercatrice del Centro studi e ricerche economico-sociali per l'invecchiamento (CRESI) dell’Inrca che presenterà l'app “Apps4Carers”, pensata per i familiari di anziani non autosufficienti.

Il mondo delle sostanze è cambiato in maniera costante nel tempo: cambiano le tipologie, i significati delle sostanze cosi come il mercato e la richiesta, cambia anche la modalità d’assunzione. E se da un lato emergono in modo forte le dipendenze comportamentali (gioco compulsivo, internet addiction, sex addiction, ortoressia etc.) dall’altro si trasforma il ruolo sociale delle sostanze (ne è un esempio la crescita di dipendenza da sostanze legali come i farmaci senza prescrizione). In questo contesto modificato si percepisce tutta l’urgenza di adeguare i servizi ai nuovi bisogni, ma anche la necessità di una narrazione informata. A spiegare la dimensione del fenomeno e i possibili approcci il sociologo Raimondo Pavarin e Fabio Lugoboni, medico e direttore dell’UO ospedaliera di Medicina delle dipendenze.

Il giornalista Nico Piro e Ugo Esposito, fondatore e account manager di Kapusons, studio di comunicazione e sviluppo software, sono i protagonisti del terzo workshop. Due voci e due esperienze che hanno in comune un “luogo”, quelle piazze virtuali dove ogni giorno ci si informa, si costruiscono consensi e identità. Quelle piazze dove sempre di più si spostano lettori e un pubblico che cerca informazioni e orientamento, dove si costruiscono identità social e personaggi e si promuovono progetti. Un’occasione per parlare di mobile journalism, ma anche dell’uso di strumenti e piattaforme per capire come rendere coerente la comunicazione.

Soli in prima linea. La mattinata si chiude, in plenaria, con una riflessione  sulle condizioni di lavoro e l'esperienza degli operatori di servizi pubblici e privati. Insieme a Gianmario Gazzi, presidente dell’Ordine degli assisteti sociali, che recentemente ha presentato una indagine sul tema della sicurezza e delel aggressioni. Con lui Fortuna D’Agostino, che dirige con il marito Antonio la Comunità Capodarco di Teverola, comunità di tipo familiare per l’accoglienza di minori in difficoltà. Una esperienza di vita comunitaria avviata, con un piccolo gruppo di soci e volontari, prima in un appartamento residenziale, poi, a partire dal 2002, in una villa confiscata alla camorra.

Leggi il programma e scopri i relatori.
Per auditori e non giornalisti, informazioni: 0734.681001; giornalisti@redattoresociale.it

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